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Appear.in: una valida alternativa a Google Hangout

di Giovanni Matteiaggiornato il 11 de julio de 2015

Quando si lavora in differenti città è sempre molto difficile riuscire a gestire e coordinare un team molto numeroso. Se con Slack abbiamo risolto il problema della comunicazione, quello del parlare o meglio, del video-parlare, risulta essere ancora all’ordine del giorno.

Per diverso tempo abbiamo usato Skype ma i suoi noti problemi di affidabilità ci hanno fatto tendere verso un’altra soluzione, Google Hangout. Come si sa Hangout è il servizio creato da Big G tramite cui chattare, messaggiare (esistono i client sia su Android che su iOS) e fare anche videochat. Se si considera poi che direttamente dentro Slack tramite il comando /hangout è possibile predisporre la videochat a cui accedere tramite il link auto-generato, pare chiaro come il sole che l’intera redazione si sposasse ancora una volta verso uno dei tanti servizi che Google ha amorevolmente regalato al mondo.

La verità è che Hangout lavora bene la maggior parte delle volte, ma è molto spesso afflitto da piccoli e fastidiosi bug (durante il suo utilizzo sono facili da incontrare disconnessioni e crash vari), cosa che mi ha “costretto” a cercare una qualche soluzione alternativa. Dopo qualche risultato non poco convincente, sono finalmente incappato in Appear.in, un servizio che utilizzo quotidianamente con i miei colleghi e che ci ha permesso di mettere da parte Hangout – purtroppo non in forma definitiva.

Signori e signori, ecco Appear.in.

Appear.in: una semplice finestra del browser

Per prima cosa bisogna precisare che Appear.in è disponibile anche sotto forma di applicazione stand-alone per dispositivi iOS e Android, mentre lato desktop è disponibile per Google Chrome, Mozilla Firefox e Opera. Niente Safari dunque; il motivo dipende dal fatto che Appear.in si basa sullo standard WebRTC (Web Real-Time Communications).

Premesso ciò, aprendo uno dei tre sopraccitati browser e andando sulla pagina https://appear.in/ si può iniziare da subito a creare una nuova stanza oppure scoprire le funzionalità del servizio. Il mio consiglio è appunto quello di leggere le informazioni intelligentemente descritte sul blog dell’azienda; c’è tutto il tempo del mondo per avviare una nuova videochat.

Iniziare una videochat tramite Appear.in è davvero un gioco da ragazzi. Basta inserire un nome qualsiasi all’interno del banner che campeggia al centro della pagina iniziale per creare una stanza. A questo punto è possibile scegliere diversi modi per invitare i proprio contatti ad entrare in chat.

Si può procedere inviando il link della chat (è sempre nella forma https://appear.in/il-nome-che-hai-scelto) via email o tramite un qualsiasi programma di instant messaging (va bene anche Facebook), oppure per i più nostalgici tramite SMS.

All’interno di questo nuovo spazio che abbiamo creato è possibile invitare fino ad un massimo di otto persone. Non è un problema legato ad Appear.in in sé, ma dipende più che altro da un limite strutturale di WebRTC che dopo un certo numero di partecipanti tende ad essere instabile. Se si vuole si può anche provare a stare in più di otto, ma non dite che non vi si era detto dei risvolti negativi.

Ricordiamoci che in questo caso è il browser stesso che gestisce interamente il carico della videochat e che quest’ultima può essere più o meno fluida e affidabile tanto più stabile e affidabile sia la propria connessione Internet. Nel mio caso, avendo una misera 2 Mb/s, riesco a gestire senza problemi il tutto disabilitando la camera integrata e chiedendo di fare altrettanto anche agli altri.

Come funziona Appear.in?

Come abbiamo avuto modo di capire, Appear.in è strutturato in stanze. È possibile crearne quante ne si vuole senza necessità di effettuare login, quindi iscriversi al sito. E se volessi avere un controllo più a 360 gradi di cosa avviene all’interno della mia stanza? Nessun problema; Appear.in permette, per chi lo vuole, di iscriversi tramite email per ricevere in cambio un gran numero di tool in più rispetto a chi non sottoscrive alcunché.

Creiamo una stanza ad-hoc per vedere cosa possiamo fare con un account registrato. Per farlo mi porto sulla pagina principale e nel box centrale inserisco room-test-ridble e clicco sul tasto Start. Fatto ciò Appear.in fa il suo lavoro in background e ci dirotta più o meno rapidamente (dipende dalla vostra connessione ADSL) verso la prossima stazione, la stanza.

Nella barra degli URL è presente il nostro custom link che si ritrova nuovamente poco sotto di esso. Subito di fianco, sulla destra, tramite il tasto Copy link è possibile copiare, appunto, il link nella clipboard di sistema per inviarlo a chi si vuole. Continuando sullo stesso asse e spostandoci ancora di più sulla destra, ecco apparire diversi tasti tra cui, Lock room, Claim room e una classica icona di profilo.

Tramite la prima funzione è possibile “mettere il lucchetto” alla stanza; in soldoni questo permette di scremare chi può accedere ad essa da chi invece non può. In condizioni normali tale funzionalità è disattivata e perciò chiunque sia in possesso del link pubblico può accedere alla videochat. Chiudendo il lucchetto invece si obbliga a chi vuole entrare di bussare (sì, proprio bussare) alla porta di casa e noi, i proprietari, abbiamo modo di vedere chi è a richiede l’accesso tramite una simpatica gif che ci permette di avere rapidamente idea di chi dall’altra parte vuole far parte della chat (sembra quasi di vedere dallo spioncino di casa).

“Claim room” dà al proprietario alcune funzionalità particolari:

  • si possiede l’URL della stanza;
  • mantenere la stanza chiusa;
  • invitare gente più facilmente;
  • cambiare il background della stanza.

Il tutto però solo se ci si iscrive al sito. Una volta completata la fase di iscrizione al sito, ecco che si può entrare nel dettaglio delle funzionalità descritte poco più su. In Room settings e successivamente in “Customization” è possibile accedere ad una nuova area in cui impostare un altro sfondo (è possibile scegliere un’immagine qualsiasi purché pensi meno di 5 MB), in “Room Keys” è invece possibile gestire chi può accedere alla stanza anche se bloccata.

Questa funzione è una sorta di passe-partout che concede un privilegio particolare a chi ne riceve l’invito. Infatti tutte le persone che vengono inserite nel box di fianco sotto forma di indirizzo email possono accedere alla stanza in qualunque situazione, anche se il vero proprietario della stessa dovesse essere off-line. In “Settings” si ha la possibilità di abilitare la funzionalità “knocking” – bussare – che, come avevamo visto in precedenza, permette al proprietario di conoscere in anticipo chi richiede l’accesso alla stanza. Impostando la funzione su “off” (cosa che vi sconsiglio), Appear.in rifiuterà automaticamente l’accesso a chiunque tenti di entrare.

“Followers” infine è la sezione in cui è possibile impostare di ricevere notifiche quando qualcuno scrive o entra nella stanza. Abbandonando questa sezione e spostandoci invece su People si accede ad un piccolo pannello dove è possibile invitare contatti tramite SMS (al destinatario arriverà un messaggio con scritto Giovanni Mattei wants to talk to you right now on live video in https://appear.in/test-room-ridble – click to join the conversation.) oppure tener traccia di quali utenti in precedenza si è parlato.

La propria pagina del profilo racchiude invece i classici elementi riscontrabili nella stragrande maggioranza dei siti odierni. La propria immagine di profilo, nome/cognome, numero di telefono e indirizzo email, le proprie stanze assieme a quelle seguite e, infine, i controlli delle notifiche.

1,2,3…mi senti?

Dopo aver descritto tutte le caratteristiche di una stanza e di cosa si può fare quando se ne prende il controllo, vediamo invece com’è strutturata l’area forse più importante di Appear.in, la videochat. Come si può vedere dall’immagine qui sotto, la videochat occupa quasi interamente la finestra del browser con i riquadri inerenti ai vari utenti attualmente connessi. In basso ad ogni riquadro sono presenti tre tasti che permettono di attivare/disattivare la videocamera, attivare/disattivare il microfono, attivare/disattivare la condivisione dello schermo (per quest’ultima è necessario installare una estensione dal Chrome Web Store).

Attivando questa funzionalità è possibile condividere ciò che è presente sul proprio desktop direttamente con tutte le persone connesse in videochat; funzione utile quando si vuol far partire una presentazione da far vedere al proprio team. Sul riquadro degli altri utenti invece appaiono i tasti per espellere il contatto o di mutare l’audio.

Appear.in su mobile

Appear.in è disponibile gratuitamente sia per iOS che per Android e per entrambi i sistemi operativi ricalca le funzionalità che abbiamo visto per la versione desktop. Le prime fasi successive alla sua installazione guidano l’utente attraverso i punti forti del servizio (videochat fino ad otto persone, struttura a stanze, possibilità di accedere senza registrazione) e sfociano infine, come su desktop, nella creazione rapida di una stanza.

Una volta creata si entra in quella che è una versione miniaturizzata della videochat su desktop (in questo caso non è stato fatto un gran lavoro di UX) con i comandi per attivare/disattivare la camera frontale del dispositivo (peccato non si possa attivare quella posteriore per far vedere ai propri contatti cosa si sta inquadrando), attivare/disattivare l’audio o invitare un nuovo contatto ad unirsi alla videochat – in questo caso riceverà un messaggio pre-impostato alla stregua di quello che abbiamo visto lato desktop.

Cliccando sul link il destinatario viene automaticamente dirottato all’interno della stanza e, nel caso in cui non dovesse essere presente l’app sullo smartphone, l’utente verrà indirizzato in una nuova finestra del browser. Se ciò avvenisse su un dispositivo Android non ci sarebbe alcun problema, in quanto Chrome, come abbiamo visto, supporta tranquillamente WebRTC; nel caso in cui invece ci si trovasse con un dispositivo iOS, l’utente verrebbe automaticamente dirottato all’interno di Safari che, come sappiamo, non supporta WebRTC. In questa situazione, per gli utenti iOS, le cose da fare sono due: o si provvede ad installare un browser alternativo come Google Chrome oppure si procede ad installare l’app mobile di Appear.in.

Come per la versione desktop, è possibile effettuare il login con le proprie credenziali per avere le funzionalità che abbiamo visto precedentemente. È interessante notare infine la presenza di una icona nella porzione inferiore sinistra della interfaccia che indica la qualità della connessione Internet, utile per avere un chiaro riscontro di come sarà la qualità audio e video della videochat.

Le nostre conclusioni su Appear.in

Come abbiamo avuto modo di vedere, esiste un’alternativa completamente gratuita ai due mostri sacri delle videochat, Google Hangout e Skype. Appear.in non è un ripiegamento dozzinale ma è capacissimo di gestire tranquillamente conference call fino ad otto persone. Non richiede installazione o login di alcun genere (a meno che non si voglia avere il controllo di una stanza) e i client per iOS e Android permettono di stare in contatto con i proprio colleghi o amici anche in mobilità. Mi spiace constatare che Windows Phone è stato ancora una volta completamente ignorato (magari la nuova strategia business di Nadella risolverà anche questo problema).

C’è solo una condizione che mi costringe a restare legato ad Hangout, nonostante vorrei tranquillamente slegarmi da esso: quando è necessario fare una videochat con più di otto persone, Appear.in non è per nulla la scelta migliore da fare e va dato merito all’azienda di scriverlo chiaramente sul proprio sito. Un piccolo esercizio di trasparenza, cosa che quando funziona rinnova la fiducia del cliente verso il prodotto che utilizza.

Ma per chi è fatto Appear.in? L’applicazione è fatta per chi non vuole dipendere da una determinata piattaforma e per chi non vuole perdere tempo fra iscrizioni e installazioni (lato desktop, ovviamente). Il mio consiglio è di dargli una chance, sono certo saprà convincervi fin dal primo inizio.

Appear.in è disponibile per desktop attraverso questo link e per dispositivi iOS e Android tramite l’App Store e il Play Store.

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