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Anker Zolo Liberty Plus recensione: truly wireless a prezzo più che ragionevole

Anker Zolo Liberty Plus recensione: truly wireless a prezzo più che ragionevole

Abbiamo provato l'opzione "truly wireless" economica più interessante del settore: vale davvero la pena spendere tanto per un paio di cuffiette da allenamento? / Ultima modifica il

Da quando le AirPods sono giunte sul mercato, il concetto di cuffie “truly wireless“, ovvero “completamente sprovviste di cavi“, è iniziato a rimbalzare un po’ dappertutto. Il motivo è semplice: ci siamo stancati di essere vincolati fisicamente ad un dispositivo sorgente, soprattutto durante lo svolgimento di attività abbastanza dinamiche, quali gli allenamenti o lo spostamento frequente on the go. In realtà non sono affatto le AirPods di Apple ad avviare questo nuovo micro-settore, anzi – come al solito però, è sempre un brand di un certo livello a fare più “rumore” fra i trend. Fra le aziende che hanno puntato su questa tipologia di form factor troviamo anche Zolo, un nome decisamente nuovo che fa parte del gruppo Anker, nota ai più per i suoi innumerevoli powerbank e accessori di ricarica. Ecco dunque Anker Zolo Liberty Plus, le cuffiette in-ear completamente wireless che vogliono fare ricredere tutti quei consumatori che, spaventati dal prezzo dei prodotti più blasonati, non hanno avuto ancora il coraggio di mettere da parte le in-ear classiche. Scopriamole al meglio all’interno di questa recensione.

Design e form factor: la chiave sta nella semplicità, seppur con qualche piccolo difetto

Prima di passare a mettere al microscopio il prodotto vorrei spendere due parole su ciò che c’è dietro le Anker Zolo Liberty Plus. Come già detto il prodotto è coniato sotto brand Zolo, che non è altro che una società incubata da Anker, azienda che si occupa da tempo di soluzioni di ricarica ma che ha voluto estendere il proprio business anche nell’accessoristica audio.

Per fare ciò, Anker ha pensato ad una campagna di crowdfunding su Kickstarter che ha raggiunto, nel periodo di raccolta fondi, più di due milioni di dollari, garantendo all’azienda la possibilità di commercializzare in un secondo momento le cuffiette anche mediante i canali di distribuzione più classici – vedi Amazon ed altri eCommerce. Ma perché proprio il crowdfunding?

A parte la normalissima inesperienza sul settore dell’audio, Zolo si è posta l’abbattimento di alcuni limiti davvero interessanti: in-ear assolutamente comode e salde al padiglione auricolare, suono di ottima qualità e autonomia spaventosa. Quest’ultima è, sicuramente, il punto più forte (assolutamente poco scontato) per queste cuffie truly wireless. Ma passiamo a toccare un po’ più con mano le nostre Anker Zolo Liberty Plus.

La confezione del prodotto è senza ombra di dubbio costruita benissimo: in dotazione, oltre alla manualistica un po’ anche eccessiva, troviamo il case metallico nero delle cuffiette, un cavo micro USB giallo cordato di ottima fattura, i due auricolari in-ear e una pletora di gommini da inserimento e da supporto. Questi sono distinti: la prima tipologia va ad applicarsi direttamente sulla griglia di propagazione del suono e sarà da inserire quindi all’interno dell’orecchio, l’altra è da agganciare alle estremità dell’orecchio affinché queste rimangano ben salde e non cadano durante gli orientamenti del capo più disparati. Ce ne sono davvero per tutte le dimensioni, adattandosi praticamente sia alle orecchie più piccine (come le mie, che sono oltretutto decisamente asimmetriche), sia a quelle più importanti. Il tutto va a favore della tecnologia proprietaria GripFit, coniata appunto per consentire agli auricolari di rimanere saldi al capo anche durante lo svolgimento di attività più movimentate.

Giusto approfondire proprio su quest’ultima tecnologia. In cosa consiste? Semplice. Scegliendo i giusti gommini – non necessariamente uguali fra la cuffietta sinistra e quella destra, in quanto è possibile avere dimensioni del trago e del cavo differenti per ogni orecchio -, si procede con due step essenziali. Il primo è premere per bene verso l’interno del capo, il secondo è quello di effettuare una rotazione degli auricolari verso l’alto, fino a quando non sarà ben percepibile una sorta di “scatto”. Obbligatorio constatare che la scelta dei gommini è anche influenzata dal risultato finale ottenuto eseguendo i due step: se non si ottiene un buon grip, basta cambiare scegliendo fra quelli forniti in dotazione, che sono ben cinque coppie di supportini del primo tipo e ben quattro coppie del secondo tipo.

Il risultato finale è davvero ottimo, in quanto ho avuto la possibilità di utilizzare Anker Zolo Liberty Plus sia in sessioni di running che di fitness in palestra. Restano sempre al loro posto, e tendono a cedere solo leggermente nei casi in cui subentra il sudore. Ovviamente no problem in termini di resistenza, in quanto le cuffiette dispongono della certificazione IPX5 e sono quindi in grado di sostenere gli schizzi e la pioggia senza risentirne affatto. Nei casi in cui il GripFit inizia a cedere per eccessi di sudore nelle orecchie, basta una lieve pressione e una lieve rotazione come descritto più su e il gioco è fatto.

Ma analizziamo un attimo fisicamente tutti i componenti delle Anker Zolo Wireless. Ultimiamo l’overview degli earbud guardando un po’ di più al loro corpo. Sono leggerissimi, neri, ben disegnati e semplicissimi da utilizzare: non hanno altro che un tasto esterno ciascuno, abbastanza grande per essere premuto con facilità ma con una corsa che si sviluppa solo verso l’interno della cassa: questo andrà a richiamare alcune funzionalità che vedremo di seguito, oltre ad accendere il prodotto per l’esecuzione del pairing con i dispositivi recenti. Tale bottone, integrante il logo ZOLO a pieni caratteri, include anche un piccolo LED bianco abbastanza essenziale (vedremo a cosa) e sovrasta un forellino. All’interno di questo troviamo un microfono, e la cosa vale esattamente per entrambe le cuffiette. L’unico altro elemento che caratterizza queste due piccole bimbe da 5 grammi ciascuna (sì, sono leggerissime) è il set per la ricarica mediante pogo pin, presenti all’interno della custodia che andremo ad analizzare invece ora.

La custodia delle Zolo è davvero carina, partiamo da qui. Ben disegnata, è abbastanza ampia, dalla forma ovale. Si tiene senza problemi in una mano in modo estremamente comodo, e non è altro che un guscio nero a forma arrotondata, metallico, atto al trasporto delle cuffie in-ear dappertutto. Bellissimi, a mio avviso, sia il bordo levigato metallizzato puro, sia la striscia di LED presente sul lato, anche se dispone di un difetto che tratteremo nel capitolo sull’autonomia. Il ruolo della suddetta, oltre alla protezione assicurata da una chiusura magnetica del portellino superiore che si ribalta di 90°, è da fare da ancora di ricarica. Anker Zolo Liberty Plus fanno proprio della batteria il loro punto forte, quindi ci sta, assolutamente, che la dimensione non sia quella della custodia delle AirPods (non proprio campionesse di autonomia).

Ora, non sono tutte rose e fiori in nessun prodotto al mondo, questo è chiaro. Un difetto nel form factor delle Anker Zolo Liberty Plus, usandole per moltissime settimane, l’ho trovato: i gommini da padiglione, nel sistema GripFit, tendono a slittare sul corpo della cuffia leggermente. E ci sta, per carità, non causa alcun problema nell’ascolto perché lo slittamento è minimo. La cosa intacca però la routine classica delle Zolo: quando non utilizzate, queste vengono riposte all’interno della custodia che, con un sistema di magneti, le incastona ad essa e le manda in ricarica tramite i pogo pin presenti sul fondo. Tali supportini gommosi, slittando, ostruiscono il contatto con i pin e non mandano in ricarica gli earbud. Mi è successo un bel po’ di volte nel corso di questi mesi di utilizzo, ma basta stare accorti quando si ripongono le cuffiette nella custodia associata, oltre che a quando si fanno ruotare le suddette nel fissaggio al padiglione auricolare. A mio avviso, nel corso dei mesi tali supportini diventeranno un po’ meno elastici inevitabilmente, però è vero che in dotazione ne abbiamo molti e sicuramente più di uno potrà adattarsi bene alle proprie orecchie.

Oltre a ciò però, non c’è molto altro da segnalare. Le cuffie sono comodissime, il sistema di grip è elevato, i tasti di interazione posti sulla parte esterna delle cuffiette funzionano bene e non si premono accidentalmente: è davvero un piacere usare le Zolo Liberty Plus in tutte le circostanze, siano esse legate ad attività fisiche piuttosto che facenti parte della routine quotidiana classica. La custodietta per il trasporto mi è piaciuta davvero tanto: è davvero elegante, e gli attribuisce una feature assolutamente essenziale ovvero l’autonomia quasi infinita – ma andremo con calma ad approfondire questo aspetto.

Nel complesso, con auricolari pesanti solo 5 grammi ciascuno e custodia da 115 grammi, per un totale di 125 grammi da portare con sé davvero senza troppi problemi (se non nelle taschine più strette, dove magari riponevate le cuffiette con cavo classiche). La custodia inoltre protegge bene dagli urti – mi sono cadute due volte -, sebbene sia un po’ scivolosa quindi occhio a non lasciare zip aperte. Passiamo ora però a parlare del funzionamento.

Prestazioni: non c’è più alcuna rinuncia

Diciamoci la verità: chi di noi non è stato scettico le prime volte che ha visto un paio di cuffiette completamente indipendenti fra loro? Ci sta, è una cosa veramente nuova, che implica la regolazione di alcuni criteri e la considerazione differente dei suddetti. Ad esempio, l’impedenza: di che impedenza parliamo ora, che già sulle wireless cordate era ormai un parametro senza senso? Arrivano però nuovi criteri, come ad esempio la latenza. Che ritardo c’è fra una cuffietta e l’altra? Capiamoci meglio.

Partiamo dal target: per chi sono nate le Zolo Liberty Plus? Fondamentalmente per tutti gli utenti, non c’è un target preciso e univoco. Non sono necessariamente cuffiette sportive, quindi non c’è da guardare prettamente ad applicazioni companion con funzionalità di running o simili, viste invece in altri dispositivi. L’app companion però c’è, attenzione: si chiama Zolo Life, e tramite questa è possibile accedere a funzioni essenziali quale l’aggiornamento del firmware, il settaggio di alcune funzioni come l’antismarrimento, e l’equalizzazione dei suoni. Ebbene sì, avrete sicuramente aguzzato la vista proprio in merito all’equalizzatore. Keep calm però, si parla solo di una serie di preset senza la possibilità di regolare precisamente le bande. Abbiamo infatti la possibilità di scegliere fra “Pop”, “Jazz”, “EDM” (Electronic Dance Music per i profani, anche quelli fieri), “Classical” e “Balanced”. Scegliendone uno, il preset verrà applicato e salvato su una memoria interna delle cuffiette; non servirà, fortunatamente, usare l’app companion per l’esecuzione di nessuna operazione, cosa che invece mi è capitata con alcune specifiche cuffiette per sfruttare determinate caratteristiche.

Prima di passare al giudizio della qualità di ascolto generale, giusto fare un passo indietro. Le nostre Anker Zolo Liberty Plus dispongono di due driver interni in grafene, materiale decisamente pregiato che raramente si vede su prodotti fissati a prezzi così contenuti. Questi sanno il fatto loro, e infatti spingono abbastanza bene senza andare ad eccedere in termini di volumi massimi, sicuramente sufficienti per ascoltare musica di tutti i generi più “power” grazie ad un buon isolamento dei rumori esterni senza l’utilizzo di sistemi attivi. Le Liberty non hanno infatti sistemi di noice cancelling avanzati: si inseriscono bene e, grazie ad un buonissimo grip, non lasciano entrare alcun rumore esterno quando la musica è in riproduzione. Chiaramente lo stesso non avviene a musica spenta, cosa invece possibile e ricercata su alcuni prodotti. Se cercate dei tappi, però, chiudete questa recensione e accontentatevi di qualcosa differente da un paio di cuffie.

Chiariamo prima per tutti come avviene il pairing. La routine è molto semplice: si estraggono gli auricolari dalla custodia, si indossano, si preme il tasto principale di una delle suddette e il gioco è fatto. Se tutto è andato a buon fine, entrambe inizieranno a suonare in sync, senza un minimo di ritardo distinguibile neanche prestandovi la massima attenzione. Se invece l’altro auricolare non inizia a suonare, niente paura, perché basterà anche in quel caso premere il tasto principale e, se dispone di carica, si allineerà perfettamente al flusso audio, in stereo, dell’altra cuffietta. Per i successivi utilizzi, l’uso non cambia, poiché l’unica differenza dal primo pairing è che, come ogni nuova periferica, nel primo caso queste devono essere individuate sul dispositivo sorgente all’interno del menù dedicato al Bluetooth. Non è necessaria nessuna combinazione di tasti particolare per avviare modalità di pairing.

Chiarito questo, passiamo a parlare di qualitàNonostante sia dunque presente un sistema di preset d’equalizzazione mi sembra doveroso, scegliendo quello più neutro, andare a disegnare un po’ quella che è l’onda in uscita delle capacità di queste cuffiette. Capiti i limiti, vediamo se vengono sormontati dall’equalizzatore integrato. Come al solito, elenco di seguito parte dei brani con cui ho analizzato la forma d’onda:

  • All My Ex’s Live In Texas – Whitey Shafer (Country)
  • Si, ah – Frah Quintale (RnB/Indie)
  • Departures – Ghost Brigade (Heavy Metal)
  • Ooh Ahh (My Life Be Like) – Grits feat TobyMac (Hip-Hop)
  • Django – The Modern Jazz Quartet (Jazz)
  • Mala Mìa – Maluma (Latina/Pop)
  • Kill Dem Sound – Lutan Fyah feat. Spectacular (Reggae/Reggamuffin)
  • God Damn – Avenged Sevenfold (Rock)
  • After Laughter (Come Tears) – Wendy Rene (Soul)
  • Be Somebody – Steve Aoki feat. Nicky Romero & Kiiara

Il suono in uscita delle nostre Anker Zolo Liberty Plus è abbastanza bilanciato su tutte le frequenze caratteristiche dei principali generi musicali; ne sono rimasto abbastanza stupito in positivo. I driver fanno davvero un buon lavoro e si bilanciano un po’ in tutte le direzioni: i limiti che ho riscontrato sono piuttosto comuni agli auricolari in-ear in sé, e non al formato truly wirless. Davvero ottimi risultati sulla musica più semplice e meno ricca di strumenti, come il Country, il Pop, l’RnB o il Soul. Qui tutto va a gonfie vele. Voce cristallina per Frah Quintale in “Si, ah“, splendido mood montanaro per la hit di Whitey Shafer. Qualcosa inizia a non essere proprio al top sulla musica metal più aggressiva, e su alcuni brani rock dotati di molte chitarre. In “Departures” dei Ghost Brigade ecco che si avverte il piccolo patatrac, con una chitarra portante che tende a risultare abbastanza brucacchiato e incupito.

Un dramma? No, perché se ad esempio siete amanti dei principali sottogeneri rock, allora potete switchare l’equalizzazione di base, stranamente (ma manco tanto) su “EDM” tramite l’app. Così facendo, le chitarre si risollevano risposandosi con i bassi e la voce, senza andare a mescolarsi eccessivamente. Ho provato altri brani della categoria e posso dire che la soluzione è proprio quella: si andranno leggermente a perdere delle sfumature dei vocali, ma niente di facilmente identificabile. Lacuna (e non Coil) colmata, ok.

Un’altra circostanza dove non ho riscontrato il top del genere è stato il Jazz. Anche qui però, l’equalizzatore viene in soccorso con un preset proprio “Jazz” che va a ribilanciare gli organi e i pianoforti troppo aggressivi nei confronti del resto dei suoni, trombe e percussioni che tornano cristalline e noise di sottofondo, quando presente per i brani registrati su bobina in analogico, più contenuto. Non ho urlato al miracolo durante l’ascolto di brani a base raggae, ma mi sono reso conto che effettivamente qualche performance si perde quando i suoni tendono ad essere troppi e di natura diversa: con chitarra, piano e basso, il suono in uscita è cristallino. Quasi non necessari dunque “Pop” e “Classical”, sebbene su quest’ultimo quando si ascoltano opere mastodontiche forse è il caso di farci un pensierino. L’unico limite è dunque, sebbene ci sia un ottimo soundstage, la scarsa capacità di riprodurre in modo particolarmente ben distinto i suoni. Francamente comunque, il risultato finale è a mio parere ottimo ed è stato in grado di superare di gran lunga le mie aspettative.

Di cuffie truly wireless si parla, ed è chiaro dare per scontato che sia “figo” ascoltarci la musica on-the-go. Ma come se la cavano in conversazione? Benissimo, davvero benissimo, sebbene come la maggior parte delle cuffiette completamente wireless abbiano il limite di tenere le conversazioni in mono, quindi solo alla cuffietta destra o sinistra, a mo’ di auricolare monoear, così da concentrare l’attenzione del sistema all’autonomia e non tanto al sync via Bluetooth 5.0. Quest’ultima peculiarità, seppure sia implementata perfettamente per tutto l’utilizzo classico per musica o multimedialità in generale, richiede un quantitativo energetico sostanziale, vero responsabile delle durate medie delle batterie di questi dispositivi decisamente ridotte. Cosa significa questo dal punto di vista pratico? Semplicemente che durante le chiamate, sia classiche che via applicazioni come Skype, Slack, WhatsApp o Telegram, si userà concretamente un solo auricolare – il primo dal quale si è eseguita la prima pressione del tasto integrato durante il pairing. L’altra resterà dunque muta e, all’atto pratico, non necessaria se non eventualmente per tapparvi le orecchie ed escludendo un po’ di rumori esterni così da comprendere meglio l’interlocutore. Se lo preferite, invece, potete lasciarla direttamente nella custodietta, così da parlare solo con l’auricolare attivo.

L’audio recepito è davvero molto buono: sia per quello degli interlocutori che quello acquisito, Anker Zolo Liberty Plus offrono davvero un ottimo sistema di conversazione, sicuramente in grado di accompagnarci fino a fine serata senza il minimo problema. Buone inoltre anche alcune funzionalità “nascoste” integrate. Una serve ad evitare lo smarrimento e si attiva tramite app companion; quando ci si allontanerà dal range delle cuffiette, riceveremo un avviso che ci inviterà a fermarci per individuarle. Un’altra invece, a mio modesto parere fra le più utili, è l’apertura dei microfoni per ascoltare ciò che avviene intorno. Tenendo infatti premuto il tasto interazionale presente sul lato esterno di uno degli earbud è possibile accedere alla funzionalità di ascolto esterno. Questo non fermerà eventuale audio in riproduzione, ma lo metterà in secondo piano, portando sul primo ciò che è l’ambiente che ci circonda. Nessun problema quindi in quelle classiche situazioni in cui dobbiamo acquistare il biglietto di un autobus, chiedere indicazioni stradali o ordinare al bar: basterà un paio di secondi prima avviare tale modalità, e avremo ben chiaro ciò che gli altri ci diranno. Ovviamente la feature si esegue perfettamente anche a musica spenta, quindi è possibile essere estremamente vigili in situazioni in cui lo sembriamo meno.

Come si accede invece all’assistente vocale? Semplicemente con una doppia pressione sempre di uno dei tasti in questione. Questo avvierà Google Assistant o eventuali assistenti di terze parti (settabili tramite l’app companion) su Android, oppure Siri su iOS e, udite udite, Cortana su Windows. Comodo per tutti coloro che non vogliono attivare la feature “Ok Google” in background e voglio interagire con l’assistente al volo solo con le cuffiette indossate.

Ultimo dettaglio invece un po’ negativo per quello che è il multipairing. Essendo 5.0 infatti, il chip Bluetooth delle nostre Anker Zolo Liberty Plus dispone del sistema dual-channel di default, ed è quindi possibile collegarvi contemporaneamente in stato attivo due periferiche simultaneamente. Quella che darà l’input più recente, in termine di suono, sarà selezionata fra quelle attivate; nessun audio in contemporanea dunque, tranquilli. Qui non è stata realizzato in modo molto parlare il ricollegamento alle periferiche che ci circondano: collegato lo smartphone ad esempio, come ci si si ricollega rapidamaente anche su PC? Non c’è un assistente guida integrato che avvia una seconda ricerca, cosa che ovviamente rende indispensabile dover andare nelle impostazioni Bluetooth di Windows ad avviare il pairing della periferica. Si tratta di una operazione di un attimo chiaramente, ma poteva essere evitata.

Batteria: le cuffiette che vengono dal futuro

Scrivere questa recensione fino a questo punto senza aver approfondito sulla batteria credetemi, mi ha fatto letteralmente prudere le mani. Il motivo è ovvio: le Anker Zolo Liberty Plus sono un paio di auricolari truly wireless che fanno della loro forza l’autonomia, praticamente senza eguali. Ma di cosa stiamo parlando nello specifico? Di 48 ore di utilizzo. Di quarantottore di utilizzo. Di due giorni  pieni di utilizzo. Non è uno scherzo.

Il tutto è reso possibile mediante l’utilizzo della custodia per il trasporto, la quale come in tutte le cuffiette truly wireless fa effettivamente da powerbank portatile e continuo. Ogni volta che si ripongono le cuffiette all’interno della custodia, queste vanno in ricarica. Niente di strano, almeno se ci soffermiamo sul classico metodo di funzionamento di questa nuova categoria di cuffiette.

Precisata la base del sistema di utilizzo, passiamo ad approfondire la particolarità di questo modello. Nel suo prezzo, davvero molto strategico, troviamo questa spaventosa killer feature: le 48 ore che il produttore promette sono praticamente reali. Le cuffiette possono essere usate in coppia per un quantitativo di tempo pari a 3,5 ore di utilizzo continuo, in condizioni classiche, quindi con ascolto di musica e conversazioni audio miste. Queste, scaricate, si ricaricano ogni volta che si incastonano all’interno degli alloggiamento della custodietta rigida. Attraverso i pogo pin, queste si rifocillano di altre 3,5 ore di utilizzo, e così via: fino a 48 ore. Spaventoso, ma è proprio così: se si utilizzano per 8 ore al giorno, magari per lavoro, le Anker Zolo Liberty Plus arrivano fino al sabato pomeriggio.

Oggettivamente, potreste chiedere di più? Sì. Potreste pretendere che le cuffiette durassero più ore continuative prima di doverle riporre nella custodia, potreste pensare che questa anziché un ingresso micro USB poteva già spostare lo standard USB Type-C, ma all’atto pratico, quanto cambierebbe il risultato finale? Niente, ve lo dico io. Sono un estimatore del nuovo connettore reversibile, ma quanto è effettivamente essenziale su prodotti accessori del genere?

Non imputo la scelta in modo incisivo, anche perché Anker ha fornito in dotazione un ottimo cavetto micro USB cordato e assolutamente adatto a resistere nel tempo, anche di fronte ad eventuali stress in mobilità. Ogni earbud si ricarica completamente in circa un’oretta: in soli 15 minuti, comunque, si ottengono in output un’ora media di conversazione audio. Ciò significa che ogni paio di orette scarse dovremo riporle nella custodia, farle ricaricare in mezz’ora circa e pronti a ripartire: niente di più naturale. L’intero case si ricarica invece in un paio di ore via micro USB, e con un buon caricatore da presa si possono portare praticamente un’infinità di ore di utilizzo – quasi 1000 brani riprodotti, giusto per farvi accapponare la pelle.

Non c’è altro da dire: Anker Zolo Liberty Plus, per l’autonomia e per alcune funzioni specifiche (l’autonomia è raddoppiata, le funzioni sono quella per l’ascolto esterno ad esempio), vanno preferite al modello “non Plus”. Probabilmente i LED piccoli laterali con cui è possibile individuare la carica residua (della custodia, delle cuffiette è ovviamente disponibile a vista sull’indicatore dell’icona Bluetooth) sono eccessivamente minuti e difficili da scorgere. La scelta è probabilmente pensata per risparmiare autonomia. Aprendo e chiudendo il coperchio comunque questi appaiono, ma dal mio punto di vista più che poco visibili (è davvero un difetto?), li ritengo poco parlanti. Sì, perché se le Anker Zolo Liberty Plus hanno 48 ore di carica, quanta effettivamente ne abbiamo a disposizione quando due soli dei LED presenti sulla custodia esterna sono illuminati? Più della metà, presumibilmente, ma fra 30 e 38 ore ad esempio la differenza è bella ampia. Questa è l’unica nota negativa che ho individuato sull’autonomia di queste piccole campionesse, ma volendo essere puntigliosi. Quando i LED si spengono e le cuffiette hanno qualche ora residua, basta attaccarle ad un powerbank per un paio di ore e ritornano full vita, anche durante l’uso degli earbud stessi.

Anker Zolo Liberty Plus recensione: le nostre conclusioni

Perché non le avete ancora acquistate? Seriamente: avete dei buoni motivi per non farlo? Secondo me chiunque abbia bisogno di un paio di cuffiette oggi, in Anker Zolo Liberty Plus, può trovare il prodotto che fa al caso proprio. La qualità musicale è ottima e con i preset si riescono a compensare mancate predisposizioni praticamente su tutti i generi musicali. Anche in allenamento, le Zolo sono comodissime e permettono, con un ottimo sistema di grip, di rimanere salde al capo scegliendo i giusti gommini. Sì, questi nell'incastro a volte scivolano magari anche se sudate tanto, cosa che impedisce di avviare la ricarica magnetica durante l'introduzione nella custodia, ma con un po' di accortezza si può assolutamente accettare il tutto. L'autonomia, beh che dire: siamo di fronte a delle campionesse indiscusse della categoria. Se le riuscite a ricaricare alla presa più di due volte a settimana c'è decisamente qualcosa che non va. L'esperimento di Anker è pienamente riuscito, e ha anche segnato l'abbassamento di target dei prezzi che di solito i brand concorrenti già famosi hanno. Basti pensare a Bose e a Sony, ormai reperibili a cifre nettamente più basse a quelle di lancio. Le Liberty Plus non sono comunque l'unico modello prodotto da Zolo, ma semplicemente quello di cui vi suggerisco caldamente l'acquisto. N.B.: in questa recensione non è stata maltrattata alcuna Apple Earpods.

Pro
Prezzo competitivo
Autonomia ottima
Performance sopra la media
Design del prodotto convincente
Contro
Gommini un po’ scivolosi nell’ancoraggio
Portabilità non sempre versatile
Connettore micro USB un po’ retrò
valutazione finale8.5

Prezzo e acquisto

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Prezzo consigliato: € 95.68Prezzo: € 95.68