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Android Wear, il sistema operativo per dispositivi indossabili

di Andrea Ricciaggiornato il 27 maggio 2015

È finalmente arrivato il momento dei dispositivi indossabili: dopo alcuni timidi tentativi da parte di Samsung e la sua linea Gear, è arrivato il turno di Google con una versione di Android sviluppata appositamente per i piccoli device che teniamo sul nostro corpo. Android Wear fa il suo debutto sugli orologi, offrendo molte possibilità agli utenti: gli smartwatch consentono di non dover sempre tirare fuori il telefono per leggere anche una notifica, e il loro scopo è quindi quello di renderci meno dipendenti dagli smartphone che portiamo nelle tasche.

La prima versione dell’OS consente già diverse operazioni: ricevere e rispondere a messaggi, fare ricerche sul web, seguire indicazioni stradali e tanto altro. Scopriamo quindi insieme tutte le funzionalità di Android Wear, analizzando le varie opzioni concesse e le schermate di sistema.

Panoramica video

Cos’è Android Wear e dove lo troviamo

Annunciato negli scorsi mesi e presentata in forma completa all’ultimo Google I/O 2014, Android Wear è una versione del sistema operativo di Google pensata per i dispositivi indossabili. Sebbene il primo esperimento nella categoria sia stato Google Glass, esso non monta ancora Wear ma una versione custom dell’OS adattata in un paio di occhiali. I primi device ad avere a bordo questo sistema operativo sono gli smartwatch, in particolare LG G Watch, Samsung Gear Live e Moto 360.

Android Wear è basato sulla versione 4.4 KitKat (la sua sigla, infatti, è 4.4W) e seguirà lo sviluppo delle versioni per smartphone e tablet – Google stessa ha annunciato che nel corso dell’autunno il codice sorgente sarà aggiornato a quello di Android L. Di conseguenza, c’è un’unica base a cui gli sviluppatori possono fare riferimento, cosa che porta ordine e maggiore facilità di programmazione per chi ha familiarità con il robottino verde. Cambiano soltanto i paradigmi di funzionamento, dato che ci troviamo davanti a piccoli display touchscreen.

La base hardware degli smartwatch è praticamente identica: processore Qualcomm Snapdragon 400 da 1,2 GHz di frequenza, 512 MB di memoria RAM e 4 GB di storage, Bluetooth 4.0 Low Energy, più sensori vari, ricarica a induzione e corpo solitamente waterproof. Possono cambiare form factor – display rettangolare o circolare – peso, materiali, funzioni extra (come il rilevatore di battito cardiaco che troviamo su Samsung Gear Live) e capienza della batteria. Inoltre, Android Wear deve comunicare con device Android aggiornati almeno alla versione 4.3 Jelly Bean, nel quale deve essere installata un’app gratuita che troviamo sul Play Store.

Interfaccia e funzionamento

Qual è l’interfaccia principale di un OS per orologi? Il quadrante, senza dubbi. Esso occupa lo schermo praticamente il 90% del tempo, dato che un orologio che non ci dice l’ora è piuttosto inutile. È possibile andare a cambiare il tipo di quadranti, tra una lista di modelli “analogici” o digitali, colorati o meno, appariscenti o eleganti. Per fare ciò basta una semplice pressione prolungata sul display, per poi scorrere e selezionare la watchface che preferiamo.

[img_destra][/img_destra]Da qui, si può andare ad interagire con il device in diversi modi: con la voce, per attivare la ricerca, oppure con il tocco, andando a fare uno swipe o un tap. Le possibilità sono molteplici. Un trascinamento del dito dall’alto verso il basso consentirà di abbassare un pannello che ci mostra la data, la quantità di batteria rimanente e, se completato il movimento fino in fondo, di attivare o meno la vibrazione dell’orologio, unico feedback (oltre quello visivo) che il dispositivo ci può restituire.

Scorrendo nell’altro senso, potremo visualizzare le schede e le notifiche. Le prime sono praticamente le stesse che troviamo sul nostro telefono o tablet Android tramite Google Now, meno alcune che per esigenze di dimensione dell’interfaccia non saranno mostrate. Le notifiche, invece, sono le stesse ricevute sul dispositivo, con la possibilità di interagire con esse o rimuoverle – fare ciò le toglierà anche dallo smartphone. Alcune applicazioni sul telefono potranno poi attivare delle modalità di interazione specifiche per Wear – ad esempio, l’app Google Fotocamera consente di usare l’orologio come pulsante di scatto.

Notifiche e schede: il cuore dell’orologio

La modalità di interazione con le schede o notifiche è molto semplice. Di solito, si potrà espandere il contenuto con un semplice tap sulla stessa per mostrare più testo. Scorrendo da destra verso sinistra potremo invece trovare i pulsanti che permettono di agire direttamente con la notifica, o altre schermate della scheda stessa. Vediamo alcuni esempi:

Notifica GMail

Una mail si può espandere per poterne leggere meglio il testo, archiviarla, rispondere alla stessa via voce oppure aprirla sul telefono.

Notifica Hangout

Un SMS si può leggere, ma scorrendo verso destra potremo visualizzare l’intera conversazione. Potremo poi premere un pulsante per rispondere, tramite la voce o con modelli testuali predefiniti, oppure nuovamente aprire l’app sul telefono.

Schede di esempio

Nelle immagini qui sotto vediamo la scheda del meteo, sempre aggiornata e che mostra a richiesta le previsioni dei 4 giorni successivi, e quella delle azioni finanziarie che si sono scelte di seguire tramite Google Now sul telefono. Potranno anche comparire risultati sportivi, tracking di pacchi in spedizione, promemoria o altro.

 

Modalità di interazione

Il modo più semplice per interagire con l’orologio è tramite la voce. Se l’orologio è “sveglio”, basterà toccare il display o pronunciare “Ok Google” per avviare la ricerca appunto con la dettatura. Tramite la voce sono concesse diverse operazioni: impostare promemoria, avviare chiamate (sul telefono), mandare mail e SMS, avviare applicazioni e, ovviamente, fare ricerche Google. È il metodo più veloce, che sostituisce diversi swipe e tap per attivare le varie funzionalità.

Il riconoscimento è piuttosto preciso e veloce, e ovviamente si appoggia ad Internet. Se sarete disconnessi dal telefono o dal web, potrete soltanto avviare azioni usando il touchscreen sul device. Usando quest’ultimo metodo, dovremo premere una volta sul display per attivare Google, e poi da lì scorrere e toccare i vari elementi. Alcune interazioni sono limitate al solo uso del tocco: le Impostazioni di sistema, ad esempio, si possono solo cambiare con le dita, non con la voce. Lo stesso vale per alcune applicazioni (specialmente quelle di terze parti) e altre parti dell’interfaccia.

Infine, è presente anche una gesture basata sul movimento: basterà fare il gesto di guardare l’ora – il classico “colpo” di polso – per risvegliare il display. Simpatico anche il modo di spegnere poi lo schermo: basterà semplicemente coprirlo con il palmo della mano.

Applicazioni

Non è possibile installare applicazioni per Wear direttamente dall’orologio: esse infatti trovano posto nel Play Store, ma vanno installate sul proprio smartphone o tablet. In fase di installazione, esse saranno capaci automaticamente di passare all’orologio (che ricordiamo avere un suo spazio di storage). Alcune app sono soltanto compatibili Wear, nel senso che possono mostrare delle notifiche più complete senza poterle avviare sul device – per fare un esempio, fa parte di questa categoria Medisafe, app per ricordarci le medicine da prendere.

Altre app possono essere invece completamente utilizzate, come ad esempio Duolingo, che ci permette di continuare ad apprendere le lingue anche dal nostro orologio. Le app si possono avviare tramite la voce (“Ok Google, avvia Duolingo”) o tramite touchscreen, scorrendo nella lista di app il cui nome inizia con “Avvia…”.

Con l’aggiornamento 4.4W2, sono state poi aggiunte alcune piccole chicche, che riguardano principalmente l’esperienza musicale: i brani scaricati offline sul telefono possono essere trasferiti sullo spazio di storage dell’orologio, per poi ascoltarli con cuffie Bluetooth in pairing diretto con esso, saltando il telefono nel processo. Inoltre, anche Play Music mostra un’interfaccia rinnovata, molto minimal ma più ricca ed usabile di quella precedente:

 

Se siete alla ricerca di app sui vostri smartwatch date un’occhiata alla nostra collezione di migliori app per Android Wear.

Impostazioni

Le Impostazioni di sistema consentono di modificare diversi aspetti dell’orologio: oltre a quelli estetici, potremo cambiare la luminosità (fino a 6 livelli), decidere se mantenere il display sempre acceso, impostare la modalità aereo, spegnere, riavviare o ripristinare lo smartwatch. Luminosità e always-on sono aspetti chiavi per preservare la batteria del proprio device: saranno quelli a fare la differenza fra uno o più giorni di utilizzo continuativo.

Gli sviluppatori saranno contenti di trovare settaggi dedicati a loro, che si nascondono dietro le informazioni avanzate sullo smartwatch: premendo 7 volte sul nome della build software verranno abilitate le Opzioni per sviluppatori, capaci di offrire debug USB o Bluetooth, grafici sulle prestazioni e altro – evitate di attivare l’opzione se non sapete cosa farvene.

Inoltre, si segnala che tramite l’applicazione Android Wear installata sul proprio smartphone e tablet, è possibile andare a cambiare più velocemente alcuni dei settaggi disponibili per l’orologio, senza dover accedere alle impostazioni dal dispositivo stesso.

Conclusioni

Android Wear è un sistema ancora giovanissimo, ma pronto ad esplodere. È stato accolto in maniera entusiasta dagli sviluppatori che si sono affrettati a migliorare le loro app affinché esse possano funzionare anche dai nostri smartwatch. La community sta anche giocando con gli orologi, per scoprirne tutti i segreti e sbloccarne il potenziale nascosto. Come detto, sono tre le aziende che per adesso hanno abbracciato il progetto, ma siamo sicuri che tante altre siano pronte a farlo: si vocifera che una delle prossime sia HTC, ma è possibile che Google stessa si dedichi a sviluppare un hardware perfetto per Wear, in pieno stile Nexus.

Wear ha dalla sua la semplicità di utilizzo: ci rende meno dipendenti dagli schermi dei nostri smartphone, permettendoci con un colpo d’occhio di leggere le notifiche e continuare a seguire la propria vita digitale. Gli attuali device sul mercato si comportano bene anche a livello di prestazioni e batteria, anche se specialmente su quest’ultimo punto ci possiamo aspettare di meglio nei prossimi mesi. Vivere con Android Wear al polso si rivela un’esperienza interessante: possiamo farne a meno, certo, ma ci regala un grado di comodità in più a cui sinceramente mi dispiacerebbe rinunciare – già la sola possibilità di non dover sbloccare lo smartphone soltanto per sapere cosa lo ha appena fatto squillare vale la pena.

Certo, il prezzo di ingresso è ancora elevato: servono attualmente 200€ per portarsi a casa uno smartwatch di LG o Samsung. Siamo sicuri però che in questo campo la concorrenza saprà fare miracoli, abbassando rapidamente il costo degli orologi intelligenti a cifre più umane, rapportate in maniera più equa rispetto al prezzo dei telefoni a cui sono collegati.

 

Articolo aggiornato al [ultima_data_aggiornamento]26/10/2014[/ultima_data_aggiornamento]