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Android device Manager: il Find my iPhone ripensato da Google

di Jacopo Famularoaggiornato il 27 de mayo de 2015

Se ne sentiva la mancanza, davvero! Fortunatamente, però, Android device Manager è arrivato. Il sistema, che si è fatto spazio silenziosamente e senza la necessità di installare particolari elementi sui dispositivi Android, è giunto dopo pochi giorni dalla sua presentazione. Di fatto, il nuovo servizio di Google ricalca quello che gli iPhone user conoscono come Find my iPhone, che permette appunto di rintracciare il proprio terminale in caso di furto o smarrimento.

Nello specifico, ciò in cui differiscono essenzialmente i due sistemi è che quello di Apple fa parte del pacchetto iCloud, mentre quello di Google risulta semplicemente riconducibile ai servizi offerti dal sistema operativo Android.

Ma come facciamo quindi ad accedere ad Android device Manager se non esiste un pulsante o un sito come iCloud.com da cui selezionare la voce apposita per ritrovare il proprio device? La domanda trova facile risposta, ovvero avviare una ricerca su Google. Siamo davvero speranzosi, però, che Big G decida di migliorare l’offerta e di creare un link facile da ricordare che permetta l’accesso rapido agli utenti, che potranno così rintracciare in remoto il proprio dispositivo.

Partiamo però dal principio e vediamo come si utilizza questa novità: per prima cosa, eseguiamo l’accesso ad Android device Manager (vi risparmiamo la ricerca su Google lasciandovi il link d’accesso qui). Una volta entrati nel sistema, ci troveremo di fronte ad una mappa, che purtroppo al momento della stesura di questo articolo è visualizzabile solo come tale e non, ad esempio, con vista da satellite (che in questo caso sarebbe molto più comoda per il ritrovamento di un dispositivo). Speriamo in una prossima implementazione, visto comunque l’ottimo servizio offerto da Google Maps.

 

Sulla sinistra, un pannello mostrerà i nostri dispositivi, che all’evenienza potremo rinominare per ricordare meglio il tipo di device di cui stiamo cercando di esaminare la posizione. Appena più in basso ci viene detta la posizione dell’ultimo ritrovamento e, ancora sotto, sono presenti due pulsanti che permettono di far squillare il telefono a massimo volume per cinque minuti, oppure di cancellare i contenuti del dispositivo.

La prima cosa sembrerà banale, ma risulta molto comoda, soprattutto perchè, differentemente da quanto succede con Find My iPhone, lo squillo del telefono avverrà anche se questo è in modalità silenzioso. Indi per cui, se per caso avete perso il telefono in casa in tale modalità, anzichè chiamare con il telefono di casa (sì, purtroppo mi è successo più di una volta) e sperare di udire la vibrazione, vi basterà accedere ad Android device Manager e far suonare il vostro telefono Android.

Al momento della prima configurazione, oltre a questo pannello, sarà presente anche una seconda finestrella sulla mappa. Questa vi spiega come attivare il servizio sul vostro telefono tramite l’invio di una notifica allo stesso. Premete quindi su Invia notifica al dispositivo (cosa che poi non vi sarà più richiesta per lo stesso device) e attendete qualche secondo in modo che su quest’ultimo appaia. Premete quindi sulla notifica e confermate quanto vi viene richiesto, in modo che il servizio sia attivo e già fruibile.

In realtà tutto ciò che dovete sapere è questo. Si aggiunge ovviamente il fatto che, per funzionare, il servizio necessita che il vostro telefono sia acceso e connesso alla rete (mobile o WiFi che sia). Se quindi il dispositivo si trova spento o non connesso, non potrà essere localizzato, fino al momento in cui eseguirà nuovamente l’accesso.

In conclusione, Android device Manager risulta essere veramente un supporto importante agli utenti Android, che fino ad ora si erano dovuti affidare a servizi di terzi (magari anche a pagamento), quali Cerberus o altri ancora. Ad avere un servizio proprietario, infatti, fino ad ora era solo Samsung, che permetteva appunto il ritrovamento dei propri terminali (sinceramente noi lo abbiamo trovato e come sistema era forse un po’ macchinoso). Vediamo dunque nel tempo come evolverà questo nuovo servizio e speriamo che l’azienda di Mountain View sia capace di renderlo sempre migliore. Per qualsiasi altra informazione, vi rimandiamo alla pagina di supporto che Google ha appositamente creato per i propri utenti.