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Android 5.0 Lollipop: tutte le caratteristiche del nuovo OS

di Claudio Carelliaggiornato il 26 de mayo de 2015

Dopo aver proposto a distanza di un anno Android L, prima versione preview del nuovo Android, Google sceglie di rilasciare una seconda versione del suo nuovo sistema operativo, ancora per gli sviluppatori. Successivamente, in un terzo episodio, casa Mountain View propone su prodotti finali – vedi Nexus 9 – il nuovo OS in forma finale: si tratta di Android 5.0 Lollipop.

Uno degli update più grandi in assoluto per Android: Android 5.0 è una una release che si avvicina agli utenti e che va a risolvere tutti i punti deboli presenti nelle precedenti build, introducendo risparmio energetico, UI responsive, multiutente e tanto tanto altro. Siete curiosi di scoprirlo? Ecco la nostra panoramica completa.

Cosa cambia da Android L?

Prima di iniziare la nostra panoramica completa, vediamo in una sorta di changelog cosa troviamo di nuovo in Android 5.0 rispetto ad Android L:

  • Transizioni nella lockscreen leggermente variate
  • App aggiornate col supporto al Material Design – Email, ma anche app esterne come Play Movies o Play Games
  • Supporto multiutente
  • Nuovo drawer
  • Ritorno del tasto per la cancellazione di tutte le notifiche
  • Risparmio Energetico con colorazione della UI dedicata
  • Passaggio automatico su 3G in assenza di connessione attiva su Wi-Fi
  • Blocca su schermo per le app
  • Piccole modifiche per la schermata dei widget
  • Disattivazione rapida nel centro notifiche per le app abilitate
  • Nuovi sfondi
  • Easter Egg parodia di Flappy Bird

Interfaccia grafica: il trionfo del Material Design

 

La novità che pesa maggiormente fin dal primo utilizzo del nuovo Android 5.0 Lollipop è senza dubbio lo stravolgimento dell’interfaccia grafica. Google ha capito che lo stile mantenuto all’interno delle ultime versioni era sì, sicuramente migliorato per facilitarne l’utilizzo, ma tendente troppo alla monotonia, cosa che come ben sappiamo non entusiasma molto gli utenti. Arriva così il Material Design: è questo il nome che l’azienda di Mountain View ha dato alla nuova veste grafica che ricade sull’intera UI della nuova versione di Android.

Holo ha ormai fatto il suo tempo; il Material Design utilizzato da Google porta all’interno dell’intera UI una ventata di aria fresca, se vogliamo anche molto più colorata e, in linea di massima, più coinvolgente. Se fino alla versione di KitKat siamo stati abituati ad utilizzare Android in modo abbastanza diretto, con azioni contenute in schede, tasti ed elenchi abbastanza classici e caratteristici, nel nuovo Android 5.0 Lollipop il tutto è stato riconcepito.

Il design della UI segue indubbiamente in parte la corrente del flat tanto in voga, anche se per alcuni versi possiamo dire che vi si oppone al contempo. Colori sgargianti e palette abbastanza piatte, prive quasi sempre di gradienti, incontrano una UI che distingue in modo eccellente nello spazio i vari elementi che la compongono: i menù che appaiono al tap su determinati bottoni o mediante swipe vengono messi in evidenza in ordine di richiamo temporale. Ciò ne facilita incredibilmente l’utilizzo, rendendo le applicazioni – anche quelle più cariche di contenuti – decisamente intuitive da utilizzare.

Ombre e prospettive vengono generate in tempo reale da Android 5.0 Lollipop, e incrementate/decrementate in base ai fattori di luce ambientali esterni. Sì, avete capito bene, Android 5.0 Lollipop reagisce alla luce esterna e propone particolari ombre in base alla situazione. Le stesse suggeriscono benissimo quando una sezione dell’interfaccia è trascinabile, tappabile e via discorrendo, mantenendo l’intero aspetto giovanile e pulito al contempo.

Le zone dell’interfaccia sono ben collocate nello spazio: in primo piano abbiamo la barra di navigazione inferiore, rivista nei tre classici bottoni per tornare indietro, per andare alla home e per accedere al multitasking. Questi si presentano ora semplicemente con forme geometriche vuote, di colorazione bianca – sono rispettivamente un triangolo equilatero con un vertice rivolto verso sinistra, un cerchio e un quadrato. L’intero set grafico utilizzato solitamente da Google per le proprie pagine web, soprattutto quelle dedicate all’I/O, sembra praticamente ripercuotersi su Android 5.0 Lollipop.

Allo stesso livello troviamo la barra di stato che, oltre a ricevere nuove forme per le icone (bianche anche in questo caso, come in Android KitKat) e un tasto che mostra il proprio account attivo (parleremo di seguito del supporto multiutente), si presenta con una trasparenza sia sulla home che all’interno delle applicazioni. In quest’ultime non troviamo più la classica barra a sfondo nero, ma una che assume invece colori in base alle palette utilizzate nell’app in esecuzione sullo schermo. Prima dei contenuti delle varie schede troviamo inoltre il floating button che verrà implementato all’interno delle nuove app per eseguire una funzione chiave.

Altre due novità che non devono essere sottovalutate per quanto riguarda l’aspetto grafico sono il nuovo font, Roboto, presente in tutte le label all’interno del sistema, e la natura responsive dell’intero Android 5.0 Lollipop, in grado di adattarsi in modo ottimale su display di qualsiasi dimensione, impedendo ai produttori di renderizzare l’OS in modo grossolano e poco adatto. Addentriamoci ora più affondo nelle varie sezioni principali dell’OS.

Homescreen

[img_destra][/img_destra]L‘accesso primario alla schermata Home di Android 5.0 Lollipop è accompagnato dal classico tutorial che ci mostra come funziona, in breve. La Home è strutturata con la stessa disposizione logica a cui siamo ben abituati già dalle precedenti release dell’OS del robottino verde: in alto troviamo la barra di stato, poco più giù – in questo caso – la barra di ricerca Google integrata con Google Search (e di conseguenza Google Now); ancora verso il basso troviamo lo spazio dedicato alle app e ai widget, occupato come al solito nella versione pura da una cartella con le app Google e dal Play Store; più giù, sotto l’indicatore per le schermate, le app principali nella dock e, infine, la barra di navigazione.

Quest’ultima, come abbiamo già detto, presenta i nuovi tasti e sarà sempre visibile all’interno del sistema per poter gestire anche senza alcun tasto fisico smartphone e tablet in modo ottimale. Al centro della dock troviamo invece un nuovo tasto per accedere all’app drawer, rivisto nell’aspetto. Adesso i sei pallini nell’icona sono trasparenti, mentre il resto circolare dello sfondo appare semplicemente bianco, intenso, al contrario di KitKat dove la forma si presentava in filigrana.

Lo scorrimento verso le altre pagine avviene in modo abbastanza classico: sulla sinistra, nella preview di Android 5.0 Lollipop su Nexus 5, troviamo Google Now; sulla destra, invece, appaiono le varie schermate aggiuntive della home, di default solo una con le varie app Play e il widget della propria raccolta – cosa già vista su KitKat. Le novità a riguardo sono davvero quasi inesistenti.

Lockscreen

Le novità per la Lockscreen contenute in Android 5.0 Lollipop sono invece abbastanza tangibili. La schermata appare decisamente più ordinata e meno carica di elementi, complici anche le nuove tre icone poste lungo il margine inferiore che fanno riferimento rispettivamente a Telefono, Homescreen e Fotocamera. Tramite gli swipe dedicati potremo infatti accedere a tali zone dell’OS, proprio come avveniva in KitKat. La differenza sostanziale è però che, al contrario della maggior parte delle versioni di Android viste fino ad oggi – salvo qualche personalizzazione particolare – lo sblocco viene eseguito senza l’utilizzo di un apposito tasto da trascinare a destra, in alto o a sinistra.

Il gesto, in modo del tutto analogo a ciò che è successo su iOS 7, è valido su tutta l’interfaccia presente nella sezione di sblocco, e causa delle reazioni graduali alla stessa. Se iniziamo a scorrere il dito verso destra ad esempio, andando a sbloccare il dispositivo accedendo subito alla Fotocamera, l’icona dedicata cambia: questa tenderà ad ingrandirsi e si inscriverà in un cerchio bianco che ne seguirà le dimensioni, mentre le altre due icone, in modo del tutto contrario, spariscono. Simpatica la reazione dell’interfaccia tal tap singolo su uno dei tre controlli inferiori: se tappiamo rapidamente sul telefono – e allo stesso modo per lo sblocco classico o quello diretto a Fotocamera – l’icona diventa ben visibile e dotata di un grande cerchio bianco che indica con una freccia la direzione verso la quale dobbiamo scorrere per sbloccare il terminale, con tanto di suggerimento testuale in basso immediatamente al di sopra della suddetta barra.

Proprio qui Android 5.0 Lollipop ci comunicherà anche quanto manca al completamento della ricarica quando il dispositivo è connesso ad una presa di corrente, o quanto tempo manca per lo scaricamento totale del suddetto quando la batteria sta per esaurirsi. Più su, come detto, troviamo ora e data con i nuovi font, e ancora più su la barra di stato. Per particolari comunicazioni – vedi assenza SIM – il contenuto della frase “Nessuna scheda SIM – Solo chiamate di emergenza” apparirà in alto a sinistra, scorrendo a mo’ di “breaking news”.

Grosse novità sono dedicate però alle notifiche. Perché? Semplice. Possiamo interagire con esse direttamente all’interno della Lockscreen semplicemente effettuando un doppio tap sul banner che appare all’interno dell’interfaccia – come ci suggerisce oltretutto, ancora una volta, il testo posto sopra le icone del margine inferiore. Sebbene sia interessante notare che per alcune applicazioni sarà possibile agire senza aprire effettivamente l’app effettuando uno scorrimento verso il basso sul banner, la cosa che più caratterizza la Lockscreen è proprio il suo aspetto, o meglio come appaiono le varie notifiche col nuovo Material Design.

Sotto l’orario è possibile fruire delle notifiche mediante appositi rettangolini divisi per app. Questi presentano l’icona della stessa, o in alcuni casi, vedi messaggi di vario genere, l’avatar del mittente; al centro troviamo invece il contenuto della notifica e, a destra, l’orario di ricevimento della suddetta. Nel caso in cui più contatti interagiscono con un’applicazione è interessante notare come l’aspetto dell’icona mostrata in notifica diventa grigia e multipla, lasciando intuire a primo colpo che quell’app ha richiesto la nostra attenzione più volte. Nel caso di uno screenshot acquisito invece, scorrendo il banner potremo guardare in anteprima l’immagine a tutto schermo: questo scopre un cassetto trasparente che integra l’immagine a scomparsa al suo interno. Nella maggior parte dei casi in cui un’app ci mostra notifiche multiple potremo invece avere accesso alla funzione “Posticipa notifiche” scorrendo il banner verso il basso. L’azione, sostanzialmente, mostra per ogni app una feature differente da usare senza sbloccare il device.

Centro Notifiche

[img_destra][/img_destra]Lo stravolgimento grafico giunto in Android 5.0 Lollipop si ripercuote, come non mai, anche sul Centro Notifiche. Questo era cambiato più volte nelle ultime release dell’OS, raggiungendo poi una forma definita a sfondo grigio scuro, dotata di tasto per la pulizia rapida delle notifiche in un solo tap, accesso ai toggle per attivare/disattivare funzioni rapidamente e lo spazio per le notifiche, appunto.

Il Material Design elimina completamente lo sfondo dal Centro Notifiche, il quale si mostra semplicemente con una estensione della barra di stato, dotata di orario sulla sinistra e di icone classiche sulla destra – salvo quella col proprio avatar relativo al proprio profilo Google+, e con i vari banner già citati nella Lockscreen che compaiono e scompaiono con delle transizioni oltretutto molto carine. Questi ovviamente possono essere eliminati scorrendo su di essi con uno swipe verso sinistra (ma anche verso destra), e si sovrappongono l’un l’altro mostrando però in filigrana la schermata sottostante. Torna per fortuna il tasto per cancellare tutte le notifiche in un attimo.

Ovviamente questi non sono spariti, ci sono eccome. Effettuando un tap sulla barra di stato che compare nel Centro Notifiche, o semplicemente scorrendola come le ombre del nuovo design ci suggeriscono, abbiamo accesso a quello che è il nuovo centro di controllo per l’attivazione rapida di feature. Esso si mostra con un piccolo cassetto più scuro integrato nella barra di stato, la quale diventa anche più estesa per accogliere in primo piano il controllo della luminosità – icona molto flat e indicatore a scorrimento verde acqua.

Nel cassetto sottostante troviamo invece tutte le opzioni. Abbiamo:

  • Wi-Fi
  • Bluetooth
  • Dati cellulare
  • Modalità aereo
  • Rotazione automatica
  • Torcia
  • Geolocalizzazione
  • Trasmetti schermo

L’ultima è una nuova opzione che permette di condividere rapidamente il display, ad esempio mediante una Chromecast. Il tap sui toggle forma delle piccole aree circolari più chiare che sembrano voler fare riferimento ad una forma di feedback visivo della pressione. Se questo avviene sulle voci e non sulle icone il Centro Notifiche ci indirizza rapidamente al menù dedicato all’interno delle Impostazioni. A disposizione fra le notifiche inoltre, se riceviamo notifiche da determinate app su aggiornamenti particolari, un apposito rettangolo per giungere rapidamente, tramite pressione prolungata, alla disattivazione eventuale delle notifiche inerenti all’app.

In linea generale possiamo dire di trovarci di fronte a qualcosa di nuovo, davvero nuovo. Finalmente interagire con le proprie notifiche è diventato una cosa piacevole da fare, che non soffoca particolarmente durante la gestione dei vari banner e delle attività in background. Scorrere corpose quantità di notifiche è in Android 5.0 Lollipop, oltre che facile, anche divertente. Le animazioni integrate nel nostro Material Design non sono affatto male.

Multiutente

[img_destra][/img_destra]Una importante novità giunta in Android 5.0 Lollipop è senza dubbio il supporto a più account per ogni tipologia di utente. Sì, finalmente è presente di stock un sistema che possa consentire di autenticarsi andando a filtrare i contenuti del dispositivo senza problemi, senza fare modifiche particolari e senza richiedere ai produttori che decidono di implementare tale tipologia di feature di scrivere righe e righe di codice.

L’accesso al multiutente è disponibile nella barra di stato integrata nel centro notifiche, in corrispondenza dell’icona più a destra dotata di icona a forma di avatar. Qui il centro notifiche si aprirà mostrando una apposita sezione denominata Utente. Al suo interno potremo andare a cambiare l’account in uso o crearne uno, semplice o ospite.

Ospite consentirà di dormire sonni tranquilli dando in mano il device ad una persona estranea, perché in qualche secondo predisporrà il dispositivo uno spazio dedicato privo di app installate e della possibilità di usare quelle in cui sono disponibili dati sensibili, come i messaggi. In un attimo è invece possibile tornare al proprio account, o a quello di un’altra persona, cosa attesissima per tutti coloro che hanno un tablet in condivisione.

Google ha fatto davvero un bel lavoro accogliendo le richieste di molti utenti. Sebbene gli smartphone siano molto personali come device, su tablet o nei negozi, in esposizione, l’esigenza era molto marcata. Eccoci accontentati!

App drawer, multitasking, tastiera e altro

[img_sinistra][/img_sinistra]LApp drawer finalmente cambia. Questo è accessibile come detto mediante il tasto centrale presente in basso, fra le icone delle app principali. Questo si presenta, alla pressione, come un vero e proprio popup ad entrata animata davvero molto piacevole, con pagine bianche, icone delle app divise in colonne da quattro e righe da cinque, scorribili lateralmente. Il tutto risulta essere più pulito, semplice. I cambiamenti per il multitasking invece ci sono eccome: la struttura diventa sostanzialmente sviluppata in tre dimensioni, lasciando ancora una volta gestire le ombre e i vari effetti al Material Design. L’intera porzione di UI, barra di stato e di navigazione escluse, viene occupata da schede che in modo simile ma opposto ai banner nel centro notifiche, si accumulano in prospettiva uno dietro l’altro, verso l’alto. Lo scorrimento delle stesse è diventato nettamente più fluido, e le anteprime sono più uniformi rispetto a prima. In alto a destra, per ognuna di esse, abbiamo la freccetta per chiudere l’app dalla memoria; l’operazione può essere svolta anche effettuando uno swipe verso destra o sinistra sulle stesse. Non è stato purtroppo aggiunto alcun supporto all’operazione di chiusura multitouch, cosa presente invece in iOS ad esempio.

Le performance del menù di multitasking sono comunque garantite dal nuovo runtime utilizzato in Android 5.0 Lollipop, ART, per il quale spenderemo più che qualche parola nel capitolo dedicato di seguito.

[img_destra][/img_destra]Parliamo invece adesso della tastiera. In questo caso il lavoro svolto da Google è circoscritto semplicemente ad un restyling dell’interfaccia, la quale adesso è completamente priva dei classici bottoni che davano volume ai singoli caratteri. Spazio al flat design, con uno sfondo grigio chiaro e i vari caratteri posti tutti sullo stesso piano. Sul margine superiore, ovvero sulla riga canonica “qwerty”, sono disposti i numeri dall’1 allo 0, mentre più in basso troviamo il tasto per switchare al layout numerico, quelli per la punteggiatura, la barra spaziatrice e il tasto di conferma dall’aspetto circolare e di colore verde acqua; questo, a pressione prolungata, mostra come al solito il layout dedicato agli smile. In alto, su uno sfondo lievemente più scuro, troviamo come al solito la barra predittiva che mostra le parole suggerite in tempo reale durante la digitazione, e più a destra il bottone per accedere alla digitazione vocale. Sì, esattamente, questo non si trova più associato al tasto della virgola (poi perché avrebbe dovuto essere lì fin dall’inizio non è chiaro), ma in una zona completamente a sé stante. La dettatura presenta prestazioni del tutto analoghe a quella presente in Android KitKat. Ovviamente è presente anche una modalità per la digitazione a swipe. Ultimo dettaglio marginale: il tasto per effettuare lo switch fra le varie tastiere installate viene integrato, durante la digitazione, nella barra di navigazione – in basso a destra.

A disposizione alcuni nuovi sfondi (come al solito), e un menù per l’applicazione dei Widget in parte rivisto, ma solo nella grafica. Citiamo brevemente anche i vari menù d’interazione classica, ovvero quelli che solitamente troviamo durante lo spegnimento o durante la variazione del volume. I primi sono caratterizzati da rettangoli completamente bianchi, puliti e più immediati da utilizzare, mentre nei secondi le forme assumono una colorazione grigia, con indicatori dotati di nuove icone e barre di regolazione in colorazione verde acqua – come nel centro notifiche del resto.

App di sistema: Telefono e Calcolatrice

La nostra analisi, dopo aver scavato a fondo nell’aspetto prettamente grafico generale del sistema, prosegue verso le nuove applicazioni di sistema contenute in Android 5.0 Lollipop. A riguardo dobbiamo fare una doverosa premessa. La natura aperta di Android e se vogliamo più “distribuita” consente alle varie app di sistema di essere gestite singolarmente, in modo indipendente, al contrario di quanto succede ad esempio su iOS o su Windows Phone. Mentre Apple confida nella “perfezione” del lavoro svolto a monte per il proprio sistema operativo mobile per smartphone e tablet, rilasciando aggiornamenti per le app integrati in una vera e propria nuova versione di sistema, Google gestisce le proprie app (sia di sistema che i servizi Google) in modo indipendente.

La cosa ha praticamente solo dei vantaggi: vasti team di sviluppo possono portare avanti il proprio lavoro in modo indipendente e focalizzato, senza dover attendere una nuova release generale per vedere il proprio lavoro distribuito. Ogni app (salvo qualche caso particolare), essendo un prodotto del Play Store, verrà aggiornata a tempo debito, probabilmente contemporaneamente al rilascio ufficiale di Android 5.0 Lollipop – o Android 5.0, in questo caso. Per il seguente motivo nel nuovo Android 5.0 Lollipop non troviamo molte cose integrate, se non le nuove app Telefono, Calcolatrice e Mail. Distaccate sono poi presenti anche le varie app non integrate nell’OS, vedi i servizi della stessa Google. Vediamole.

Telefono

La prima app aggiornata in Android 5.0 Lollipop è Telefono; essa è stata completamente rivista per dare spazio ancora una volta al Material Design. All’interno della nuova UI troviamo, in alto, una barra di ricerca del tutto analoga a quella di Google Search in home che consente di trovare rapidamente contatti e luoghi, oltre che (tramite il tasto sulla destra coi tre puntini verticali) visualizzare l’intera cronologia chiamate, importare ed esportare i contatti, crearne uno nuovo o navigare nelle impostazioni dedicate. Più giù l’interfaccia si popola dei classici banner visti già per le notifiche, contenenti però le ultime chiamate ricevute ed effettuate. Queste possono essere eliminate tramite il classico swipe verso sinistra o destra.

Più giù troviamo tre filtri principali, rispettivamente “Chiamata rapida”, “Recenti” e “Contatti”. Nel primo menù, attivo di default, troviamo i contatti preferiti o quelli con cui interagiamo più spesso, subito a disposizione per l’interazione. Nel secondo invece è presente la classica cronologia delle chiamate. Questa mostra i contatti su uno sfondo bianco, con avatar (nullo se il numero non è in rubrica, con un’iniziale se il contatto è presente in rubrica senza foto, e dotato di foto se vi è appunto un’immagine associata). Molto interessante il set di icone utilizzato per rappresentare le chiamate in uscita e in entrata: ogni contatto avrà un solo rigo a disposizione, all’interno del quale sarà contenuto una successione di frecce che lasciano intuire, al volo, le chiamate ricevute ed effettuate alla persona. Segue sullo stesso rigo anche una serie di dettagli relativi alla tipologia di numero (cellulare, casa, ecc.) e l’ora. Più giù, tramite il tasto trasparente “Visualizza cronologia completa delle chiamate”, si accede appunto all’elenco dettagliato di tutte le telefonate.

Spostandoci ancora a destra nel filtro Contatti, possiamo accedere alla nostra rubrica completa, strutturata in modo puramente flat. Qui troviamo discostati a destra i nomi dei nostri contatti, con un avatar circolare che segue le caratteristiche illustrate poco fa; lo spazio occupato sulla sinistra è dedicato alle lettere iniziali dei vari contatti, un po’ come avviene notoriamente all’interno della lista app di Windows Phone. Più giù troviamo il floating button dell’app, novità che come abbiamo già detto arriverà all’interno di ogni nuova app ridisegnata per Android 5.0 Lollipop. Esso racchiude sostanzialmente la funzione di tastierino e fa da riferimento appunto, in ogni menù, ad una scorciatoia rapida per raggiungerlo. Qui potremo comporre nuovi numeri, aggiungerne di nuovi in rubrica, copiarli e incollarli e avviare la chiamata tramite lo stesso bottone, che cambia simbolo con una cornetta una volta raggiunta la sezione. La UI anche in questo caso cambia, mostrando un tastierino a sfondo bianco decisamente pulito, privo di riquadri per i singoli tasti come per la tastiera di scrittura, con colori orientati sull’azzurro – molto piacevole da usare.

 

 

Cosa non poco importante da citare: le notifiche dell’app Telefono non generano il blocco del dispositivo. Cosa vuol dire? Che una chiamata in arrivo non mette in secondo piano l’app che abbiamo aperto, impedendoci di continuare il nostro lavoro. Se riceveremo una chiamata mentre giochiamo o lavoriamo su un app, Android 5.0 Lollipop mostrerà un comune banner in alto tramite il quale potremo rispondere, rifiutare e ignorare la chiamata, senza lasciare l’applicazione in esecuzione.

Calcolatrice

[img_sinistra][/img_sinistra]La seconda app a stravolgersi all’interno della nuova release di Android è la Calcolatrice. L’applicazione è stata rivista per dare spazio solo ed esclusivamente al design flat al suo interno. Ancora una volta troviamo una zona della UI priva di riquadri per i singoli tasti, contraddistinta dal semplice utilizzo di sfondi per le schede con palette piatte, (grigio scuro, grigio chiaro e verde acqua) e da font ampi. La porzione più ampia di display è occupata dai numeri, dalla virgola e dal simbolo “=”. Sulla destra è presente invece la zona grigia più chiara, avente le principali quattro operazioni matematiche e il tasto CE per cancellare. Effettuando uno swipe sul bordo verde acqua invece, compaiono le funzioni matematiche con una animazione classica ormai del Material Design. Interessante anche l’animazione che appare durante l’esecuzione del calcolo, la quale va a spostare i vari dati inseriti in input verso l’alto per mostrare, ad ingrandimento graduale, la cifra finale.

Mail

[img_destra][/img_destra]Le novità per l’applicazione Email non sono moltissime, anzi, riguardano esclusivamente l’arrivo del Material Design. Tutta l’interfaccia è organizzata al solito modo, così gli swipe. Presente in pratica solo questa barra superiore colorata in arancio, il floating button in basso a destra per comporre rapidamente una mail (prerogativa di moltissime app ormai), e i nuovi font.

Google punterà quasi prevalentemente a Gmail, probabilmente facendo migrare lentamente i suoi utenti. La nuova Gmail per Android 5.0 integra finalmente il supporto ad altri account non-Google, e ciò significa che è evidente come BigG ci stia spingendo a dimenticarci definitivamente l’app Email. Gmail utilizza ormai anche le inbox unificate, è sempre aggiornata e, parliamoci chiaro, è l’app principale per chi dispone di un account Google (e se usate Android è difficile che non lo abbiate).

Prestazioni di sistema: benvenuto ART

L‘enorme quantità di novità contenute in Android 5.0 Lollipop non si circoscrivono soltanto a aspetti ben visibili ad occhio nudo. Sebbene si tratti di un OS distribuito solo in anteprima, quindi assolutamente non definitivo, è il caso di parlare di prestazioni generali, partendo da ciò che Google vuole offrire.

[img_destra][/img_destra]Il runtime di sistema Dalvik, utilizzato fino all’ultima versione di Android KitKat, viene finalmente sostituito da ART, prodotto già attivabile dagli sviluppatori nella versione di Android attualmente distribuita. Perché? L’azienda di Mountain View ha voluto ottimizzare radicalmente la fluidità di sistema, soprattutto in relazione all’utilizzo delle applicazioni. Queste vengono ora eseguite in modo diverso, richiedono più spazio sulla memoria di archiviazione e anche qualche secondo in più per far si che il primo processo d’installazione vada a buon fine. Interessante l’opportunità di riprendere il lavoro su alcune app non basate sul web anche dopo lo spegnimento e la riaccensione del dispositivo: grazie ART!

Dopo di ciò, ART sfodera le sue capacità, mostrando una velocità nell’apertura delle app di quasi ben due volte superiore rispetto a Dalvik – e potenzialmente circa tre volte quando Android 5.0 Lollipop verrà rilasciato a livello ufficiale. Meno memoria di archiviazione quindi, per una maggiore ottimizzazione della memoria ad accesso casuale: anche i prossimi smartphone di fascia bassa, che per logica dovrebbero a questo punto iniziare a montare 8 GB di RAM, potranno offrire prestazioni di buon livello.

ART integra oltretutto il supporto pieno all’architettura a 64-bit. Google apre così finalmente la strada a tutti i produttori che vorranno utilizzare i SoC di nuova generazione, in grado di promettere performance di un livello superiore soprattutto per quanto riguarda la gestione della memoria – eterno cavillo di Android. In base alle nostre prove possiamo sicuramente dire che le prime differenze iniziano a sentirsi. Su Nexus 5 il nuovo Android 5.0 Lollipop si gestisce in modo davvero ottimale, nonostante sia solo una preview. Tutti i menù sono fluidi, rapidi e piacevoli da utilizzare. Le stesse animazioni generate al momento dal Material Design vengono eseguite in modo sublime: che sia anche l’alleggerimento grafico un ottimo incaricato a garantire prestazioni senza eguali? Esse verranno estese anche per quanto riguarda i giochi, secondo gli esperti del settore ai livelli di console del calibro di PS3 e Xbox 360.

Impostazioni e sicurezza

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[/img_destra]Lettura più chiara, meno voci, menù meglio strutturati: è questo ciò che troviamo all’interno delle nuove Impostazioni. L’interfaccia grafica per l’applicazione che le raccoglie è stata totalmente rivista, introducendo un menù fondamentalmente molto più chiaro, ancora una volta orientato su colorazioni prettamente bianche, grige e verde acqua. Tutte le voci seguono il solito ordinamento, anche se alcune di esse sono state migrate in menù differenti. Restyling grafico pesante per Wi-Fi, moderato per Bluetooth e Utilizzo dati. Giunge però in Wireless e reti, prima serie di voci, anche NFC e altre: vista l’enorme distribuzione di dispositivi e accessori NFC, Google sceglie di dedicargli una voce in menù che sostanzialmente è ciò che in KitKat conoscevamo semplicemente come “Altro”. Presente anche la funzione di sistema che salta su rete cellulare qualora la connessione Wi-Fi alla quale siamo agganciati non trasmette pacchetti.

Passiamo ai controlli per il dispositivo. Schermo prende ora il nome di “Display” (grazie al cielo), Audio cambia in “Suoni e notifiche” e integra ora dei controlli distinti per il volume delle app, degli allarmi e della suoneria. Le voci Memoria, Batteria, Touch & Pay e Applicazioni (ora App) cambiano graficamente adattandosi allo stile più flat, ma il succo rimane lo stesso. Sparisce la voce “Altro”, che creava troppa confusione. Semplice restyling anche per Geolocalizzazione, Lingua e immissione (ex-Lingua e input) e Backup e ripristino, semplicemente riadattati al Material Design. La sicurezza invece viene migliorata, e ne parleremo a breve. Completano l’elenco le varie voci per gli Account, Data e Ora, Stampa e Info sul telefono. Non dimentichiamo Accessibilità, che ora include numerose opzioni per chi soffre di disturbi visivi.

Parliamo invece di Sicurezza, argomento sicuramente più vasto. In primis c’è da dire che, anche se non si vede, Android 5.0 Lollipop include numerose tecnologie Knox concesse da Samsung in collaborazione con Google. La cosa ha fatto il suo clamore, anche se non conosciamo dettagli precisi a riguardo – non abbiamo effettuato particolari prove di hacking sul nostro Nexus 5.

Android 5.0 Lollipop integra comunque finalmente la possibilità di eseguire un ripristino dei dati di fabbrica da remoto, prevenendo così violazioni di privacy nel caso in cui il nostro dispositivo venisse perso o rubato. Ma non finisce qui: la sicurezza viene estesa anche per la procedura di sblocco, con una funzione denominata “Personal Unlock“. Questa consente di evitare le varie tipologie di sblocco (con codice, con combinazione o riconoscimento facciale) se ci troviamo in un determinato posto o se indossiamo un particolare accessorio.

Mediante le impostazioni è infatti possibile scegliere la disabilitazione automatica per un punto preciso sulla mappa, il quale logicamente dovrebbe essere ad esempio la propria abitazione o il proprio posto di lavoro. La simbiosi con i wearable device è forse ancora più interessante. Se disponiamo di un determinato device Android Wear associato al nostro account collegato via Bluetooth, Android 5.0 Lollipop capirà che il dispositivo è in buone mani, evitando ogni forma di sblocco con misure di sicurezza particolari. A disposizione anche Blocco su schermo, che consente di bloccare un app e di circoscrivere l’utilizzo del terminale alla sola app. Ovviamente è possibile uscire dalla modalità tramite la pressione simultanea del tasto indietro e multitasking, e oltretutto aggiungere eventualmente un codice per l’uscita.

Curiosità meno utile, ma solitamente ricercata dagli utenti, è dedicata all’Easter Egg. Come ben sappiamo a Google piace nascondere delle piccole sorprese all’interno dei suoi prodotti. In Lollipop, andando in Info sul dispositivo nelle Impostazioni e tappando più volte sulla versione dell’OS, ovvero Android 5.0 Lollipop, accederemo ad una interfaccia con un lecca-lecca enorme che cambia colore. Al tap prolungato sulla caramella raggiungiamo però Flappy Lollipop, ovvero una parodia di Flappy Bird sviluppata da Google dove il piccolo Androide deve volare e oltrepassare gli stretti passaggi creati dai grandi lecca-lecca. Spassoso.

Risparmio energetico: il lavoro del Project Volta

Le novità di Android 5.0 Lollipop che ci sono ma non si vedono non sono finite. Grossa attenzione nella nuova release del sistema operativo mobile è stata dedicata al risparmio energetico, migliorato in performance grazie al team dedicato al Project Volta. Gli smartphone e i tablet (un po’ meno) di oggi soffrono di un problema strettamente collegato alla batteria: servono moduli ad elevata capacità per poter sostenere CPU sempre più potenti e display sempre più definiti.

[img_sinistra][/img_sinistra]Mentre l’industria continua a sviluppare le proprie nuove soluzioni orientate ad una maggiore carica per i moduli, Google fa la sua mossa. La nuova versione del sistema operativo mobile di casa Mountain View mette a disposizione un’ottimizzazione particolarmente focalizzata su quelli che sono i risparmi nell’esecuzione dei processi di sistema. Lo stesso ART, runtime c’è sostituisce Dalvik, è in grado di pensare la gestione delle varie operazioni – multitasking incluso – sulla batteria. I dati sono davvero ottimi: sebbene ci troviamo di fronte a una versione di prova, possiamo sicuramente dire che Nexus 5 con Android 5.0 Lollipop si comporta meglio in quanto ad autonomia rispetto a quando montava KitKat. Non è il caso di parlare di cifre, ma piuttosto di focalizzare la nostra attenzione su una novità inclusa nel lavoro svolto dal Project Volta davvero molto interessante. Si tratta della modalità di risparmio energetico, integrata ora in stock all’interno di Android. Finalmente produttori potranno contare su uno standard integrato all’interno del sistema operativo, senza spendere troppo energia nello sviluppo di particolari algoritmi per il risparmio energetico (quasi tutti i brand mettono a disposizione una modalità di risparmio). Questo si attiva quando la batteria raggiunge un particolare livello, che può essere personalizzato in base alla diversità. Attivando la modalità, tutta la UI si colora di arancio per ricordare che siamo appunto in fase “mode: on”.

Cosa succede quando la batteria raggiunge una determinata percentuale? Semplice, Android 5.0 Lollipop riduce notevolmente le prestazioni e il carico che fa sull’hardware interno, andando a sfruttare così meno energia. Ovviamente il protagonista della modalità è il processore, il quale viene ridotto notevolmente in frequenza di clock rendendo il sistema meno fluido e tempestivo, ma comunque utilizzabile, e aumentando notevolmente quelli che sono i tanti residui di carica. L’estensione è davvero molto interessante: al 5% ci siamo trovati con autonomia residua di circa 60 minuti, non male se pensiamo alle situazioni di emergenza in cui spesso possiamo trovarci. Ovviamente, lo scaricamento del dispositivo all’entrata o nella modalità di risparmio energetico viene notificato tramite il classico banner. Questo dà anche l’opportunità di navigare velocemente verso il menù dedicato risparmio energetico.

Cooperazione con TV, auto e ChromeOS: Android 5.0 Lollipop è ovunque

La forza di Android 5.0 Lollipop, o almeno una delle sue forze, è circoscritta anche nella sua propagazione. Il sistema operativo quest’anno è stato presentato in associazione a numerosi dispositivi, di natura abbastanza diversa. Google punta alla creazione di un ecosistema solido, costituito da numerosi dispositivi in grado di cooperare fra di loro. Il feeling tra Android e Android Wear è ormai noto, ma non è associabile strettamente ad Android 5.0 Lollipop. Gli smartwatch disponibili sul mercato possono essere infatti già ampiamente utilizzati con Android 4.4. Le cose cambiano però quando si parla di TV, Auto e ChromeOS.


Uno dei campi dove il sistema operativo verrà utilizzato attivamente è appunto quello delle smartTV del futuro. Google ha ufficializzato la partnership con numerosi produttori per la realizzazione di TV dotate di sistema operativo Android TV, che non è altro che un’estensione di Android 5.0 Lollipop su interfaccia più ampia. Questo sfrutterà la natura responsive dell’OS mettendo a disposizione degli utenti con una interfaccia ottimizzata per schermi più grandi. Ma non finisce qui: i nostri dispositivi Android 5.0 Lollipop, nello specifico smartphone, verranno utilizzati come telecomandi e controlli remoti per interagire vocalmente con i televisori. Dobbiamo ancora capire bene come i vari ingranaggi gireranno: sul mercato non sono ancora disponibili televisori dotati AndroidTV, ma Google durante il suo evento già fatto sapere che potremmo collegare rapidamente lo smartphone AL televisore e comunicare con esso anche a distanza. Ci riserviamo di pronunciarci al riguardo non appena potremmo avere a disposizione Android TV.

Dettagli altrettanto interessanti sono dedicati ad Android Auto, piattaforma di BigG che verrà utilizzata all’interno di numerose autovetture per la gestione di alcune funzioni – personali e di sistema – mentre siamo al volante. Android 5.0 Lollipop sarà in grado di cooperare col sistema centrale per inviare messaggi, effettuare chiamate, usare varie app (navigazione, musica, ecc.) e Google Now. Non sappiamo comunque se la cosa rimarrà circoscritta allo stesso Android 5.0 Lollipop o diverrà retrocompatibile anche con KitKat, ma senza dubbio Google sceglierà la nuova release principale per continuarne poi lo sviluppo.

Con lo stesso concetto di dispositivo di supporto, ma su base decisamente più orientata alle comodità quotidiane, Android 5.0 Lollipop diventa anche parte integrante nell’utilizzo di ChromeOS. In modo praticamente simile a ciò che avviene mediante Handoff di Apple, nuova feature che mette in comunicazione OS X Yosemite e iOS 8, avremo modo di visualizzare su desktop tutte le notifiche giunte sul nostro smartphone, in presenza di un Chromebook o di una Chromebox. Interessante, poiché ciò consentirà di non perdere nessuna notizia, nessun messaggio o nessuna chiamata. Potremo oltretutto rispondere testualmente ai nostri contatti direttamente dalle grandi qwerty fisiche del computer, mentre non sarà possibile – almeno per il momento – rispondere alle telefonate sfruttando comunque come antenna il nostro smartphone o il nostro tablet (semmai dovessero esistere un giorno tablet telefonanti con Android 5.0 Lollipop).

Tutto è più integrato, e ruota attorno ad una categoria di dispositivo che ormai mettiamo al centro della nostra vita: lo smartphone, appunto.

Conclusioni

Letteralmente stravolto, Android 5.0 Lollipop si presenta come un sistema operativo che può e che vuole fortemente fare la differenza, andando a colmare le lacune che fino ad oggi attanagliavano (o attanagliano) le varie release presenti su un numero vastissimo di dispositivi. La monotonia è stata abbattuta da un Material Design fresco e giovanile, caratterizzato anche dalla riduzione di voci superflue e di pulsanti che compromettevano la gestione delle varie interfacce.

Spazio al risparmio energetico e alla migliore gestione dei vari applicativi grazie ad ART, oltre che maggiore integrazione nelle altre creazioni di Google per estenderne le funzionalità. Finalmente abbiamo oltretutto il multiutente. Android 5.0 Lollipop sembra promettere davvero bene.

Ci troviamo finalmente di fronte a qualcosa di nuovo e che non vuole assolutamente comunicarcelo timidamente. La parvenza di macchinosità che spesso ha accompagnato l’esperienza di utilizzo dei dispositivi Android – meno nel caso dei Nexus – si riduce notevolmente: non ci resta che vedere, dopo il rilascio della versione definitiva con data ancora ignota, come i vari produttori sceglieranno di personalizzare la nuova release del sistema open source mobile più in voga di sempre.

 

Articolo aggiornato al [ultima_data_aggiornamento]10/11/2014[/ultima_data_aggiornamento]