AMOLED vs LCD IPS: due tipi di display, due tipi di esperienza

Sul mercato gli smartphone e i tablet a disposizione, dai più economici ai più costosi, sono davvero molti; abbiamo finalmente un’ampia scelta per i prodotti da acquistare. Si tratta di una offerta molto variegata: dai dispositivi di fascia bassa, che puntano ad offrire il bilanciamento più accettabile tra prezzo e qualità, ai dispositivi di fascia alta, che invece sparano in alto tutte le proprie capacità al fine di catturare l’interesse dei consumatori più attenti e smaliziati. Ci sono però alcune caratteristiche dei dispositivi presentati che, da tempo, esulano dal semplice prezzo e risultano essere più una questione di gusti: tra queste, spunta la lunga e duratura disputa tra i display AMOLED e quelli LCD IPS. Ci sono aziende che sostengono la superiorità di una tecnologia e altre che invece ne sostengono l’altra, in una battaglia che si protrae ormai da circa un lustro. Al di là di chi possa avere ragione, in questo focus cercheremo di dare un po’ di risposte agli utenti che solo ora si sono avvicinati al mondo della tecnologia mobile.

Partiamo dai display LCD IPS. L’acronimo contenuto in queste sei lettere è Liquid-Crystal-Display e In-Plane-Switching. La tecnologia a cristalli liquidi è conosciuta ormai da decenni, ed è la stessa che anima una marea di dispositivi, dal nostro televisore fino alla calcolatrice. Sul lato tecnico, questa tecnologia poggia le sue fondamenta sulla possibilità, per i cristalli liquidi, di riprodurre un dato colore quando esposti ad una fonte di luce. Questo tipo di display è dunque formato da un pannello di cristalli liquidi e una serie di luci bianche poste dietro ad esso.

Ci sono poi vari tipi di pannelli LCD, ma a partire dal 2010 si è iniziata ad adottare la nuova tecnologia IPS. Si tratta semplicemente di una nuova matrice, un nuovo modo di disporre i cristalli liquidi per far sì che, reagendo alla retroilluminazione, questi possano produrre non solo una gamma di colori più ampia rispetto al passato (maggiore è l’ampiezza della gamma colori, meno il display riproduce il classico effetto “colori sciacquati”), ma anche garantire una qualità dell’immagine migliore quando il pannello viene osservato da prospettive oblique e laterali. Un grande passo avanti rispetto alla vecchia tecnologia LCD TFT TN, che ora è relegata semplicemente ad alcuni mercati molto di nicchia (come quelli dei monitor per videogiocatori).

AMOLED vs IPSPunto forte della tecnologia LCD IPS? Senz’altro un buon IPS risulta essere un pannello dagli angoli di visione piuttosto ampi, sebbene i risultati in questa prova sono piuttosto altalenanti: la storia ci ha mostrato pannelli IPS dagli angoli di visione perfetti, come quelli adottati da Apple, ma anche pannelli che, se guardati da una prospettiva non perpendicolare, producevano una distorsione del colore verso il bianco, come quelli provenienti da dispositivi economici. In altre parole, su questa tecnologia è possibile raggiungere grandi risultati in questo campo, ma tutto dipende dalla qualità del pannello adottato.

Il punto più interessante però risulta essere un altro: gli LCD IPS solitamente offrono la qualità del colore più bilanciata e fedele possibile. La calibrazione del colore sugli LCD è molto precisa e difficilmente si ottiene un dispositivo dai colori troppo saturi o sbilanciati, caratteristiche che a volte possono risultare fastidiose alla vista. Inoltre, sono pannelli piuttosto modesti in fatto di consumi sulla batteria e, soprattutto, il consumo resta costante indipendentemente dal colore riprodotto.

Punti negativi? Probabilmente il problema più grave dei pannelli IPS risulta essere l’incapacità di riprodurre un colore nero “perfettamente nero”. Questo è dato dal fatto che i cristalli liquidi, necessitando di una retroilluminazione costante, tendono a sbiancare leggermente il colore nero, che quindi risulterà molto più simile ad un “grigio scurissimo/quasi nero”. E questo potrebbe essere un problema da tenere in considerazione se si sceglie il proprio dispositivo pensando di guardarci film e video in streaming per la maggior parte del tempo.

AMOLED vs IPS

Sull’angolo opposto del ring c’è invece la tecnologia AMOLED. Entrata in grande diffusione appena prima della IPS, questa tecnologia ha senz’altro fatto molti passi in avanti in più rispetto alla sua concorrente, che però partiva già bene dall’inizio. Si trattò di una necessità più che di una casualità, in quanto i primi AMOLED non riuscivano a convincere i consumatori: i colori erano troppo vivaci e cambiando prospettiva distorcevano di molto. Inoltre, la luminosità dei pannelli non era convincente, e sotto la luce del sole causavano ben più di qualche grattacapo.

Tuttavia, come appena detto, l’AMOLED negli ultimi tempi è riuscito a recuperare tantissimo terreno, assicurandosi una ferma posizione come concorrente degli LCD IPS grazie ad alcune qualità che questi ultimi non riescono a mantenere. Innanzitutto, ecco come funzionano questi pannelli: diversamente dagli LCD, dove uno strato di cristalli liquidi viene illuminato da una serie di luci, i pannelli AMOLED sono composti da una serie di diodi luminosi che non necessitano di alcuna retroilluminazione. Gli AMOLED non sono altro che una versione più complessa dei pannelli OLED, che stanno piano piano facendo la loro comparsa nel settore TV curve.

AMOLED vs IPSI pannelli AMOLED, storicamente, sono conosciuti per una profondità del colore maggiore rispetto alla tecnologia LCD. Se inizialmente questo scadeva in prodotti dai colori troppo vivaci e sparati, con gli ultimi esemplari di display dotati di questa tecnologia (ci riferiamo in particolare al display del Samsung Galaxy Note 3 e 4) si è arrivati a proporre un giusto bilanciamento tra vivacità e realismo del colore. Un colore che, soprattutto durante la visione di film o videogiochi, emerge fortemente, dando una esperienza visiva senz’altro più appagante rispetto alla tecnologia LCD, che comunque non si allontana molto dai risultati ottenuti. Molto è stato fatto anche dal punto di vista dell’angolo di visione, che negli ultimi AMOLED ha addirittura superato gli ottimi risultati registrati sugli LCD IPS.

Quello che rende i pannelli AMOLED molto interessanti è però la loro capacità di poter assicurare il “nero assoluto”, qualità assente sui pannelli LCD IPS. Questo è possibile grazie allo spegnimento netto dei diodi sulla porzione di schermo che deve riprodurre il nero. Nulla a che vedere con una simulazione del nero, insomma. Questo dona un tipo di immersività diversa nei contenuti multimediali: i film, che storicamente ospitano bande nere e/o scene molto scure, beneficiano fortemente di questa qualità.

C’è anche qui, però. un lato negativo: i diodi che compongono il pannello AMOLED, diversamente dagli LCD, consumano una quantità variabile di corrente in base al colore da riprodurre. Questo è sicuramente un vantaggio se nel corso della giornata il colore visualizzato principalmente è il nero, colore che permette a gran parte dei LED di restare spenti, ma è anche uno svantaggio quando si riproduce il bianco, colore che tra l’altro richiede un grande sforzo energetico sugli AMOLED e che su alcuni dispositivi viene anche riprodotto in maniera leggermente bluastra. Questo è un problema da tenere in grande considerazione, non solo perché il sistema operativo Android sta lentamente spostando il suo stile grafico verso il bianco, ma anche perché il bianco è il colore principale quando si naviga sul web.

In definitiva, quale pannello è migliore? Tristemente, la risposta è: nessuno in senso assoluto. Chi vi scrive ha apprezzato allo stesso modo sia pannelli AMOLED, con le loro qualità specifiche, sia pannelli LCD IPS, anch’essi dotati di punti di forza e debolezza diversi. Ora che avrete capito senz’altro qualcosa in più su come funzionano queste due tecnologie, è il momento di capire le vostre preferenze e abitudini prima di passare all’acquisto di un nuovo smartphone o tablet.

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