AMD Ryzen news: nuove APU AMD Ryzen finalmente disponibili all’acquisto

Questo articolo raccoglie tutte le news su AMD Ryzen presentate o in arrivo nelle prossime settimane e sarà costantemente aggiornato per non farvi perdere nulla fino al giorno dell’uscita. L’ultimo aggiornamento risale al 11 febbraio 2018.

In questo focus parliamo di AMD Ryzen, la nuova lineup di processori del produttore statunitense. Questo rilascio segna il ritorno dell’azienda nel mercato dei processori dando una scossa al trono su cui sedeva Intel da molti anni. Da qui AMD promette di creare ed offrire molteplici soluzioni per tutti i segmenti di mercato dove AMD Ryzen può fare la differenza. Di seguito troverete le ultime novità dell’azienda insieme ad un breakdown di tutte le caratteristiche incluse nella ormai rinomata architettura Zen e parleremo infine dei prodotti finiti e disponibili all’acquisto che incorporano tutte queste tecnologie.

AMD Ryzen 5 2400G e Ryzen 3 2200G: Ryzen e Vega al contrattacco

Per chi è ossessionato dal configurare il miglior computer da gaming con un budget davvero ristretto, AMD presenta due nuovi chip a basso costo che faranno sicuramente sorridere qualcuno.

AMD Ryzen news

In primis AMD Ryzen 5 2400G presenta quattro core con SMT abilitato ed una frequenza base da 3.6 GHz a 3.9 GHz in boost. Sul lato grafico può invece vantare 11 Compute Units realizzati sotto l’architettura AMD Vega. Il prezzo proposto è di circa 169€.

Il secondo modello annunciato è AMD Ryzen 3 2200G che presenta stavolta quattro core con SMT disabilitato e frequenze da 3.5 GHz base a 3.7 GHz in boost. Il lato grafico è composto da 8 Compute Units ed avrà un costo complessivo di circa 99€.

Si trattano delle cosiddette APU, l’unione tra CPU e GPU in uno stesso pacchetto. In questo caso è l’efficiente architettura Zen accoppiata ad una versione ridotta di Vega offrendo una performance discreta nel gaming, ben superiore alla grafica integrata dei processori fin’ora disponibili sul mercato. Le slide di AMD parlano infatti di risultati comparabili ad un Intel Core i5 8400 ed una GTX 1030, anche se c’è da aspettare i risultati di testate indipendenti per confermare il rapporto prezzo/performance di queste APU. Vediamo inoltre il supporto ufficiale di memorie dual-channel DDR4 a 2933 MHz, un’ottima notizia visto le carenze della prima generazione di AMD Ryzen. Entrambi i processori sono compatibili con la serie 300 di schede madri, ma richiederanno un aggiornamento del BIOS. Ansiosi di provare queste nuove APU? Trovate AMD Ryzen 3 2200G disponibile a questo link Amazon e AMD Ryzen 5 2400G acquistabile a questa pagina Amazon.

AMD Ryzen news: la roadmap 2018

AMD Ryzen news

Svelata al CES 2018 la roadmap di quello ci possiamo aspettare nel 2018 dall’acclamato team rosso. Principalmente il nostro interesse si concentra sulla seconda generazione di AMD Ryzen definita dal nome in codice Zen+ oppure Ryzen+ volendo. L’azienda promette clock speed più alti e nuove tecnologie per il boost; sia Precision Boost 2 e XFR 2 (che vedrete spiegati nel dettaglio più in là in questo articolo). La nuova generazione di CPU utilizzerà un processo produttivo a 12nm (contro gli attuali 14nm) e sarà compatibile con le schede madri della serie 300 fin’ora presentate sul mercato. Il lancio di Zen+ sarà comunque accompagnato dalle motherboard della serie 400 che supponiamo offriranno prestazioni migliori, minori consumi e qualche caratteristica in più. Tutti gli elementi chiave saranno presenti sia nelle vecchie che nuove scheda madri, ma il principale vantaggio della serie 400 sta in un miglior supporto per le memorie RAM (un problema che pian piano sta andando risolvendosi) e più spazio per l’overclock a detta di AMD. La disponibilità per la seconda generazione di AMD Ryzen è fissata ad aprile 2018.

Altre interessanti novità sono l’architettura Zen 2 costruita con processo produttivo a 7nm, che vedrà la luce probabilmente l’anno prossimo, ed un taglio dei prezzi della maggior parte delle CPU AMD Ryzen per competere al meglio con il rivale blu.

AMD Ryzen news: la rinascita dell’azienda

Se siete degli “smanettoni” saprete di certo qual è stata la solfa negli ultimi anni. Intel si è concentrata maggiormente su un’offerta di processori più efficiente, sia in termini tecnici che energetici, sbaragliando letteralmente la concorrenza in quanto a prestazioni sulla fascia medio-alta del settore, grazie ai propri processori Intel Core i5 e Intel Core i7. AMD, d’altro canto, ha dovuto puntare sul rapporto qualità/prezzo dei propri chip, offrendo soluzioni dotate di maggiori core fisici, ma anche di un consumo energetico molto più alto, con conseguenti surriscaldamenti. Insomma, fino a poco tempo fa c’erano sostanzialmente due opzioni: nel caso si puntasse in alto l’obiettivo era una CPU targata Intel, alternativamente, per costruire una configurazione orientata al budget, la migliore delle scelte spesso ricadeva su AMD.

L’obiettivo era quello di elevarsi nuovamente al pari di Intel, rimuovendo dalla propria faccia quella nomea di brand “bistrattato”, tornando dunque a gareggiare tra i vincitori. Per fare ciò c’era bisogno di un cambio radicale, a partire dalla semplice denominazione dei propri prodotti, troppo caotici da leggere in passato: via le sigle “A6”, “A10”, “FX”, o quant’altro, troppo confusionarie, spazio a Ryzen 3, Ryzen 5 e Ryzen 7.

Quest’ultima nomenclatura rappresenta a tutti gli effetti una sorta di “plagio” rispetto a quella già in uso da anni da parte di Intel e tutto ciò trova senso di esistere proprio se seguiamo la filosofia di AMD di voler tornare a gareggiare in maniera equa con Intel, rendendo i propri prodotti sempre più simili a quelli di Intel, trasformandoli così in una valida alternativa a quest’ultimi. In questo focus andiamo dunque a scoprire le caratteristiche principali della nuova schiera di CPU AMD Ryzen.

AMD Ryzen

La parola d’ordine di AMD nel progettare le nuove CPU AMD Ryzen è stata “rivoluzione“. Questo perché la compagnia ha dovuto analizzare con attenzione la propria situazione sul mercato, comprendendo soprattutto quelle lacune che in passato hanno portato il brand AMD ad essere considerato così qualitativamente inferiore alla controparte Intel. Grande attenzione è stata data al feedback degli utenti, indipendentemente tra quelli schierati dall’una o dall’altra parte della barricata. Ciò che AMD doveva capire era perché i propri chip venissero considerati nella maggior parte dei casi come tecnologia di “scarsa qualità”, rimediando di conseguenza.

Allo stesso modo AMD ha compreso come il procedere semplicemente dritto, come essa stessa aveva fatto con le ultime generazioni di CPU (o meglio, APU, nell’ultimo periodo) non era la soluzione più adatta. Non bastava infatti offrire semplicemente un numero maggiore di core e frequenze più alte per soddisfare i propri clienti: serviva appunto una rivoluzione alla base. Da qui nasce il progetto AMD Ryzen: più attento alle necessità dei consumatori, più stabile, più efficiente.

AMD RyzenLe CPU AMD Ryzen, come abbiamo detto, si suddividono per ora in tre differenti classi di processori: AMD Ryzen 3, AMD Ryzen 5 e AMD Ryzen 7. Ognuna di esse si basa sulla nuovissima architettura Zen x86, con processo costruttivo a 14 nm, in grado di garantire un buon numero di core – in tradizione con quanto fatto dalla compagnia negli ultimi anni – ma anche temperature più basse, grazie a TDP ridotti, ed una maggiore scalabilità delle frequenze, grazie anche ad una nuova funzionalità Turbo (chiamata in questo caso Precision Boost) di cui ogni CPU Ryzen è dotata. AMD cerca dunque di avvicinarsi alla controparte Intel imparando proprio da quest’ultima, ma cercando di valorizzare ulteriormente i propri chip grazie alla propria tradizione. Ci troviamo dunque davanti ad un perfetto connubio tra passato e presente. Per il momento sono stati annunciati e di conseguenza lanciati solo i modelli Ryzen 5 e Ryzen 7: per quanto riguarda AMD Ryzen 3, infatti, dovremo aspettare la presentazione ufficiale che si terrà “poco dopo” la prima metà di quest’anno. Presumiamo dunque un lancio durante questa estate.

Non ci resta dunque che concentrarci sui chip di fascia medio-alta. Ciò che più contraddistingue AMD, come abbiamo detto, sono i numeri di core. AMD Ryzen 5 e Ryzen 7 non fanno eccezione e si presentano rispettivamente con modelli di CPU dotati di una configurazioni quad-core (con 8 thread virtuali) e hexa-core (con 12 thread virtuali) per Ryzen 5, oppure con modelli più avanzati, dotati di 8 core fisici e 16 core virtuali per Ryzen 7. Queste configurazioni di cui Ryzen 5 e Ryzen 7 possono vantarsi è garantita dalla tecnologia SMT, che sta per Simultaneous Multi-Threading e che permette ai cori fisici di avere a propria disposizione una schiera di core logici da utilizzare come supporto per le numerose attività per cui questi chip verranno impiegati. L’indirizzo delle CPU AMD, come da tradizione, verte di norma verso le più pesanti attività di multitasking, per cui l’utente si ritrova a lavorare a diversi processi attivi o in background simultaneamente, necessitando così da una parte di notevole potenza dal punto di vista delle frequenze e dall’altra di un buon numero di core che sappiano “smistarsi” il lavoro. Non solo, però: ogni modello AMD Ryzen finora presentato è sprovvisto di GPU integrata. Ci troviamo dunque di fronte a soluzioni pensate anche e soprattutto per un pubblico di videogiocatori, che di certo disporranno di una scheda grafica dedicata da accostare ad i nuovi processori.

AMD Ryzen

Le CPU dotate di architettura Zen finora presentate sono infatti dotate di una configurazione molto versatile, basata su un set di quattro core che prende il nome di CPU Complex (abbreviato come CCX), il quale integra un buon quantitativo di memoria cache così configurato: 128 KB di cache L1, 512 KB di cache L2 per ogni singolo core e 8 MB di cache condivisa con l’intera CPU. Questo è ciò che sta alla base di ogni singola CPU Ryzen in circolazione. Si parte dunque da un minimo di quattro core operanti, che a loro volta possono essere dotati di tecnologia SMT (Simultaneous Multi-Threading) e dunque possono ospitare altrettante unità logiche al loro fianco. I modelli più performanti sono dotati di un numero maggiore di CCX, cioè delle unità soprannominate, dando così vita ai modelli dotati di 8 core o addirittura 12 core operanti, dotati rispettivamente di due unità CCX e tre unità dello stesso tipo. Alternativamente, però, questi CPU Complex hanno la facoltà di “spegnere” alcuni dei propri core fisici, annoverando dunque la creazione di modelli “intermedi”, come quelli hexa-core già in circolazione.

Qualunque sia la configurazione di core selezionata, ogni CPU con architettura Zen riesce a migliorare anche in situazioni dove è il singolo core ad operare, rimediando dunque alle carenze manifestatesi in passato con le CPU di vecchia generazione, come ad esempio con i chip Bulldozer o Bobcat, buoni dal punto di vista delle prestazioni multi-core, ma scadenti in quelle single-core. Tutto ciò è stato reso possibile da un’ottimizzazione di alcuni aspetti tecnici, come uno scheduler di istruzioni più maturo (1,75 volte più veloce), una proprietà di Issue width più ampia (con un miglioramento dell’1,5X) ed in generale un miglioramento all’ILP (Instruction-Level Parallelism). Ciò ha provveduto a migliorare nettamente le prestazioni in single-core.

AMD Ryzen

Un altro aspetto che è stato decisamente ottimizzato è quello relativo ai consumi. Se avete acquistato un’APU AMD negli ultimi anni saprete di certo quanto questi chip consumassero, il tutto a causa di processi produttivi più ampi e di specifiche tecniche spinte sempre e comunque ai limiti. Con le CPU dotati architettura Zen, invece, AMD è riuscita ad adottare un processo costruittivo FinFET a 14 nm, abbassando di conseguenza anche i consumi dei propri chip, permettendo così di dare vita a CPU di alta gamma come Ryzen 7 con un TDP di soli 65 Watt. Ci troviamo a tutti gli effetti davanti ad una vera e propria rivoluzione, visto e considerato che buona parte degli ultimi modelli di APU AMD arrivava con TDP di 95 o addirittura 125 Watt.

AMD Ryzen

Rimanendo poi in tema “rivoluzione”, AMD ha voluto cambiare nettamente pagina adottando un socket tutto nuovo per i nuovi processori Ryzen: stiamo parlando di AM4, che succede all’ormai celebre (e duraturo) AM3+ mandandolo definitivamente in pensione. AM4 disporrà di diversi chipset, a seconda dell’utilizzo che l’utente vuole fare della propria macchina. Tra questi spiccano AMD A320 per la fascia bassa, B350 per quella media e X370 per quella alta. Tra le funzionalità di cui è provvisto il socket AM4 troviamo il supporto a porte USB 3.1, memorie DDR4, SSD su PCIe, SATA-E e PCIe 3.0.

Per concludere, poi, AMD ha equipaggiato ogni nuovo processore Ryzen di una serie di sensori che arrivano con il nome in codice “SenseMi”. Questi contano il sensore PurePower, che monitora continuamente i consumi in relazione al carico di lavoro della CPU, regolandoli di conseguenza, ma anche Precision Boost, una funzionalità di overclocking automatico molto scalabile, che varia tramite step di 25 MHz. In questo senso è bene specificare che i modelli contrassegnati dalla sigla “X” nel nome hanno un sistema Precision Boost più efficiente: queste possono incrementare la propria frequenza attraverso dei “macro-step” che corrispondono a 100Mhz in più di quelli riportati su carta, mentre quelle non-X arrivano fino 50Mhz. Overclockando manualmente, però, gli utenti non sembrano aver riscontrato maggiori differenze fra le versioni X e non-X, perciò è consigliabile spendere meno per una versione non-X poiché quella X non dà sostanziali vantaggi.

Seguono poi le tecnologie Extended Frequency Range (XFR), che regola i livelli di voltaggio e frequenza della CPU durante le fasi di overclocking, adattandosi al metodo di dissipazione installato e quelle Neural Prediction e Smart Prefetch, due tecnologie in grado di imparare l’utilizzo che facciamo di determinati software, permettendo alla CPU di pre-caricarne le istruzioni rendendo così i processi più rapidi.

Per ricapitolare, dunque, vi elenchiamo qui di seguito i modelli di CPU attualmente disponibili all’acquisto.

AMD Ryzen 5:

  • AMD Ryzen 5 1400, 4 core (8 thread), 3,2 GHz (3,4 GHz in boost) a 172€, su Amazon;
  • AMD Ryzen 5 1500X, 4 core (8 thread), 3,5 GHz (3,7 GHz in boost), a 195€, su Amazon;
  • AMD Ryzen 5 1600, 6 core (12 thread), 3,2 GHz (3,2 GHz in boost) a 209€, su Amazon;
  • AMD Ryzen 5 1600X, 6 core (12 thread), 3,6 GHz (4,0 GHz in boost) a 250€, su Amazon.

AMD Ryzen 7:

  • AMD Ryzen 7 1700, 8 core (16 thread), 3,0 GHz (3,7 GHz in boost) a 310€, su Amazon;
  • AMD Ryzen 7 1700X, 8 core (16 thread), 3,4 GHz (3.8 GHz in boost) a 375€, su Amazon;
  • AMD Ryzen 7 1800X, 8 core (16 thread), 3,6 GHz (4,0 GHz in boost) a 480€, su Amazon.

 

Gran parte dei modelli delle CPU dispongono del dissipatore stock Wraith incluso, di gran lunga superiore rispetto a quello che Intel ha da offrirci in questo campo. Esistono tre modelli di dissipatore “stock” in totale (Stealth, Spire, Max), che variano in base alla CPU selezionata. In questo senso, per comprendere qual è il dissipatore installato su una determinata CPU Ryzen, è bene controllare il numero seriale del prodotto, per assicurarci che sia presente o meno.

In conclusione, Ryzen ottiene dei grandi benefici dalle frequenze di memoria più alte, ma fin dal primo giorno si sono riscontrati problemi di compatibilità con quest’ultime. Molte aziende si sono mobilitate nell’avvertire la compagnia di questa problematica, oltre che nello sponsorizzare memorie di cui garantiscono la piena compatibilità. Questo è indubbiamente un dato di cui bisogna tener conto prima dell’acquisto, tuttavia è indubbio che da qui in avanti AMD Ryzen non possa fare altro che migliorare, contando sul supporto delle varie case produttrici di software.

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