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Ambi Climate 2 recensione: rendere smart il solito climatizzatore

Ambi Climate 2 recensione: rendere smart il solito climatizzatore

Un piccolo dispositivo connesso che sostituisce il telecomando del climatizzatore... basta solo questo per rivoluzionare l'esperienza d'uso di tale elettrodomestico? Forse sì, ancora meglio se con un pizzico di intelligenza artificiale / Ultima modifica il

Il prodotto che andiamo ad analizzare in questa prova ha un preciso obiettivo: rendere smart il vostro “vecchio” climatizzatore di casa. Il termine vecchio va obbligatoriamente posto tra virgolette, poiché anche un climatizzatore recente è probabilmente nient’affatto connesso ad internet, e anche qualora lo sia, spesso ha un’implementazione molto rudimentale. Vediamo quindi come risolvere questo problema, automatizzando in tutto e per tutto il climatizzatore, con anche un pizzico di intelligenza artificiale: ecco la recensione di Ambi Climate 2.

Che cos’è Ambi Climate 2?

Prima di immergerci nella recensione, è giusto identificare meglio il prodotto, poiché non è certo un dispositivo di uso comune – sebbene sul mercato esistano alcuni prodotti con funzionalità analoghe. Ambi Climate, giunto alla sua seconda versione, è un dispositivo smart e connesso alla rete, gestibile tramite un’app per smartphone, e che ha lo scopo di fare le veci del classico telecomando del climatizzatore – e lo fa inviando un segnale ad infrarossi, proprio come farebbe il telecomando in dotazione con lo splitter o con il condizionatore free standing. Il primo vantaggio deriva dalla possibilità di controllare il climatizzatore da remoto, anche quando siamo fuori casa, proprio sfruttando l’app per smartphone; l’altro grande plus dipende dall’intelligenza artificiale del dispositivo, che regolerà la temperatura (e gli eventuali altri settaggi) al posto nostro, in base ai parametri di comfort stabiliti. Questo è in breve Ambi Climate 2, e ora che siamo tutti allineati su questa conoscenza di base, iniziamo a scoprirlo più nel dettaglio.

Design e costruzione: piacevole ed essenziale, ma si deve appoggiare su un piano

Ambi Climate 2 è un piccolo parallelepipedo, decisamente smussato ai vertici e leggermente rastremato verso l’alto. La maggior parte del corpo principale è in plastica bianca, sormontato da una parte lucida scura, sotto la quale sono celati i trasmettitori ad infrarossi, atti al controllo del climatizzatore. Quanto descritto si appoggia su una base con finitura in legno, poco più ampia della parte che la sormonta; l’effetto globale è piacevole e dallo stile piuttosto naturale, un po’ lo stesso che vogliono conferire quei diffusori di essenze o di vapore freddo.

Sulla parte frontale troviamo il logo dell’azienda, che funge anche da LED di stato, illuminandosi in modo molto delicato (è regolabile) quando il dispositivo è accesso. Sul retro la porta micro-USB per l’alimentazione, una USB standard (non è chiara l’utilità) e il tasto per il reset alle impostazioni di fabbrica. Come avrete notato non esiste nessun pulsante di accensione/spegnimento, poiché una volta collegato all’alimentazione, Ambi Climate 2 non ha motivo di spegnersi – allo stesso modo in cui non troviamo un tasto ON/OFF su un telecomando, o meglio il tasto ON/OFF lì c’è, ma si riferisce all’accensione e spegnimento del dispositivo controllato, e non al telecomando stesso. Le dimensioni complessive sono piuttosto compatte, circa 10 x 8 x 4 centimetri ma, a differenza di di altri dispositivi simili, questo deve essere appoggiato su un tavolo o un ripiano, e non ha modo di essere attaccato al muro. In ogni caso, una volta trovata la posizione giusta – ovviamente deve essere in vista del climatizzatore, dato che il segnale a infrarossi non supera gli ostacoli opachi – Ambi Climate 2 non si farà notare troppo.

Compatibilità, installazione e configurazione: tutti i problemi risolti con prontezza

La vicenda dell’installazione e configurazione di Ambi Climate 2 è una delle più particolari che mi sia capitata, e si è risolta per il meglio nel modo che ora vi racconto. Prima di tutto c’è da dire che Ambi Climate 2 è compatibile con la stragrande maggioranza dei climatizzatori, e in generale se lo splitter ha un telecomando con display che mostra le varie modalità (Auto, Deumidificazione, Condizionamento, Riscaldamento, …) non dovrebbero esserci problemi. Tuttavia, qualche difficoltà io l’ho avuta – almeno all’inizio.

Il primo passaggio è scaricare l’app Ambi Climate, e creare un account. In seguito dobbiamo associare Ambi Climate 2, in modo tale che questo si connetta alla rete Wi-Fi di casa (supporta solo quelle a 2.4 GHz), e fin qui nulla di particolare. La parte più importante: è giunto il momento di configurare il dispositivo in modo che possa controllare il nostro climatizzatore. Ambi ha scelto, molto intelligentemente, di non far immettere all’utente il modello di climatizzatore in uso – anche perché la sigla è quasi sempre nascosta, o rintracciabile solo sul manuale d’istruzioni – preferendo affidarsi al codice del telecomando, che molto probabilmente troverete stampato sul retro dello stesso. Con una ricerca sull’app, mi sono subito accorto che il codice del mio telecomando Daikin (parliamo di un modello di quasi una decina d’anni fa) non era presente. Niente paura, esiste infatti un secondo metodo d’associazione, e consiste nel far apprendere ad Ambi Climate i principali comandi, puntando il telecomando verso di esso e scorrendo con il tasto MODE tutte le modalità di funzionamento – qui l’ho spiegato in breve, ma l’app vi guiderà nella configurazione passo dopo passo, roba da neanche 5 minuti comunque.

Con questo metodo, in effetti, Ambi Climate 2 è divenuto subito abile a controllare il mio climatizzatore Daikin, ma con un gravissimo handicap: le uniche modalità abilitate erano quelle di raffreddamento, ventilazione e deumidificazione (Cool, Fan, Dry). Questo era in effetti un grande problema, vista la stagione invernale e di conseguenza la mia volontà di sfruttare il climatizzatore come pompa di calore, e non per il condizionamento dell’aria. Con poca fiducia, ho comunque sfruttato la possibilità data dall’app di segnalare la mancanza di alcune modalità, per me importanti in quel momento. Ho in seguito disassociato il telecomando da Ambi Climate, con la promessa di riprovarci il giorno seguente.

La mattina dopo, ecco la bella sorpresa. Una certa Janine, del team di assistenza di Ambi Labs (questo il nome dell’azienda con sede ad Hong Kong), mi aveva scritto un’email durante la notte, dicendomi che aveva notato i log del dispositivo, collegato una rete Wi-Fi ma senza alcun telecomando abbinato – alla fine lo avevo dissociato, ricordate? – e che aveva ricevuto anche la mia segnalazione di mancanza di alcune modalità con il metodo di abbinamento scelto. Insomma, per farla breve, Janine mi ha indicato quale telecomando scegliere dal database di Ambi Climate in fase di configurazione – sebbene il codice di questo fosse leggermente diverso da quello in mio possesso, e mi ha assicurato che anche la modalità di riscaldamento avrebbe funzionato. Ho provato, così è stato. Un chiaro esempio di efficienza e proattività del servizio clienti, che ha risolto il mio problema in modo tempestivo, prima ancora di effettuare una segnalazione diretta, se non con il semplice bottone presente nell’app al momento della configurazione – segnalazioni che di solito servono a poco, o per lo meno non scaturiscono in una risposta diretta.

Funzionamento e app: un’interfaccia insolita, ma ricca di informazioni

Dunque, sistemati tutti i problemi di compatibilità – ancora una volta lo ripeto, è normale che il database di Ambi Climate non comprenda tutti i telecomandi di ogni climatizzatore mai stato in commercio, ma fa piacere come tutto si sia risolto senza alcun (mio) sforzo – dicevo, è giunto il momento di vedere come funziona effettivamente questo dispositivo.

La schermata principale dell’app è alquanto particolare, siccome mette in bella vista uno sfondo, modificabile a piacimento dall’utente. Non so se questa sia una scelta vincente, ma se proprio non vi piace, potete decidere di impostare uno sfondo a tinta unita, caricando voi stessi un’immagine del colore che preferite. In basso troviamo quattro pulsanti, che però non corrispondono a quattro classiche tab, come spesso accade, ma ognuno di questi richiama a sua volta un menù a tendina (verso l’alto), dove troviamo altri sottomenù. In effetti l’interfaccia è molto densa, ma la maggior parte di questi sottomenù non verranno mai utilizzati da una buona fetta d’utenza, e comunque tutte le funzioni principali sono individuabili in un unico punto: il tasto MODALITÀ. In ogni caso, si può dire che l’interfaccia dell’app Ambi Climate si distingue, soprattutto oggi, un periodo storico in cui tutte le app si assomigliano un po’. Tutta la parte rimanente del display è dedicata ai grafici, che si generano in tempo reale, e mostrano i dati di temperatura ed umidità interna ed esterna. Anche qui, purtroppo devo segnalare una certa confusione, con linee sottili e dai colori poco chiari che non rendono immediata l’analisi dei dati – in realtà, ancora una volta poco importa, poiché i parametri principali, come la temperatura interna impostata, sono riportati in modo chiaro.

Ambi ha al suo interno tutti i sensori necessari ad analizzare la temperatura, l’umidità e il grado di irraggiamento solare, dati che vengono combinati con quelli provenienti dalle stazioni meteo, e immessi in un sistema di intelligenza artificiale che imparerà con il tempo il comportamento climatico della nostra abitazione, l’efficienza del nostro climatizzatore, e così come questo debba essere impostato per raggiungere la temperatura target. Esistono quindi diverse modalità di funzionamento, una basata sulla temperatura, una sul comfort ed una che va a replicare le funzioni del telecomando – oltre alla modalità fuori casa che tiene il climatizzatore spento, a meno che la temperatura non esca da un range di sicurezza preimpostato.

La modalità che replica le funzioni del telecomando è poco interessante, poiché non sfrutta nessun sistema di intelligenza artificiale, e quindi se impostiamo la temperatura su 22 °C, effettivamente Ambi Climate 2 imposterà il climatizzatore su quel valore. La modalità temperatura ci consente invece di impostare una temperatura desiderata, e il dispositivo si occuperà di controllare al meglio il climatizzatore per raggiungere l’obiettivo. Sempre facendo l’esempio dei 22 °C desiderati, Ambi Climate potrebbe decidere di impostare il climatizzatore su 26 °C (se stiamo scaldando) o 18 °C (se stiamo raffreddando), per raggiungere prima l’obiettivo, e poi regolare di conseguenza la temperatura e la potenza, anche in base alle esperienze registrate nei giorni precedenti – sì, Ambi Climate 2 impara con il tempo.

La modalità comfort è invece più particolare, e consente all’utente di segnalare se in quel momento ha caldo, freddo o si trova in una situazione confortevole, appunto. In questo modo, sempre dopo un periodo di apprendimento, Ambi Climate 2 imparerà a conoscere le preferenze dell’utente, regolandosi di conseguenza. Personalmente, preferisco un controllo più puntuale e preciso, quindi basato su uno specifico valore di temperatura, ma posso assicurarvi che anche la modalità comfort funziona molto bene. In questo caso si ha anche un ulteriore vantaggio, e questo deriva dal fatto che Ambi Climate 2 si adatta a più account contemporaneamente, cercando di accontentare un po’ tutti. Quindi, per esempio, se io segnalassi di avere un po’ freddo, e una persona con me – attraverso la sua app collegata ad Ambi – segnalasse di avere leggermente caldo, il sistema cercherà di accontentare tutti, trovando un compromesso equilibrato. Se la persona con me dovesse lasciare l’abitazione, l’intelligenza del dispositivo non prenderà più in considerazione l’altra segnalazione, alzando ulteriormente la temperatura solo per me. Come avrete capito, Ambi Climate 2 dispone anche delle funzionalità di geofencing, ed è quindi a conoscenza delle persone presenti o meno nell’abitazione. Va da sé che se nessuno è presente, il dispositivo entrerà automaticamente nella modalità fuori casa, spegnendo eventualmente il climatizzatore. Ovviamente, oltre alle modalità descritte, è possibile impostare dei semplici timer di accensione e spegnimento, cosa comunque già presente di base sui climatizzatori.

Ogni scelta fatta dall’utente, ogni decisione presa dall’intelligenza artificiale, ed ogni comando inviato da Ambi Climate al climatizzatore, sarà sempre registrato e reperibili nella scheda dei log, insieme a tanti altri dati e statistiche sull’uso, cosa che rende questo device particolarmente adatto ai più curiosi o, per così dire, nerd. Ma la cosa più importante, per tutti, è che Ambi Climate 2 funziona bene, e permette di avere sempre la temperatura ideale in casa, senza necessità di prendere in mano in continuazione il telecomando del climatizzatore, per aggiustare la temperatura di continuo. Un’unica nota su questo: al momento del primo avvio, ho notato che il termometro interno al dispositivo era completamente starato, e segnava circa 2 °C in meno della temperatura reale presente in stanza. Tuttavia, nelle impostazioni dell’app, è presente il tool per ri-tarare il sensore di temperatura e quello di umidità ambientale, ed è possibile farlo con molta precisione, fino al decimo di grado. Affiancando quindi Ambi Climate 2 ad un altro termometro, che so essere preciso, ho provveduto a fare questa operazione.

Piattaforme domotiche: IFTTT libera tutti!

Se avete letto qualche altra mia recensione o guida all’acquisto qui su Ridble, sapete che tengo molto all’aspetto dell’integrazione con le piattaforme domotiche, e soprattutto con le tre grandi superpotenze Google Assistant, Amazon Alexa ed Apple HomeKit. È vero che esistono altri sistemi “non ufficiali”, alcuni dei quali permettono anche di bypassare una mancanza del produttore, creando da sé la possibilità di integrare un certo dispositivo in un ecosistema con cui la compatibilità non è prevista fin dall’inizio. È per esempio quello che accade con Home Assistant, che permette di integrare in Apple HomeKit tanti device che altrimenti ne sarebbero esclusi. Tuttavia un sistema del genere è tutt’altro che immediato e alla porta di tutti, ed anzi per sfruttarlo al meglio si potrebbe dire che sia necessaria qualche skill di programmazione. Insomma, una cosa per pochi. I dispositivi domotici di cui spesso parlo, dovrebbero al contrario essere dei prodotti alla portata di tutti, o almeno di chi sia in grado di usare con un minimo di dimestichezza un moderno smartphone. Ecco perché non cito mai soluzioni di hacking del genere, ma preferisco rifarmi a quanto il produttore offre di default.

Oltre ai tre grandi ecosistemi citati sopra, non si può tuttavia non citare IFTTT, che si pone come soluzione intermedia tra quelle ufficiali e quelle più esotiche. IFTTT, sigla che sta per If This Than That – Se [succede] Questo, Allora [fai] Quello – è un sistema che consente di creare azioni e catene causa effetto tra uno o più dispositivi in gioco. Ambi Climate non supporta nativamente molte piattaforme domotiche, sebbene il team di sviluppo sia al lavoro per un’implementazione più estesa. Al momento Google Assistant ed Apple HomeKit sono esclusi, mentre Amazon Alexa deve ancora essere ottimizzato per il nostro idioma. Con IFTTT, è però possibile superare alcuni di questi limiti, grazie ai numerosi applet presenti per Ambi Climate 2, sia basati sulla geolocalizzazione – che è comunque integrata nativamente nell’app – sia in abbinata a Google Assistant, attraverso il quale è possibile inviare dei comandi ad Ambi Climate 2, anche senza un supporto nativo – e questo grazie ad IFTTT. Tuttavia, speriamo che un’implementazione ufficiale con le piattaforme domotiche più importanti arrivi presto, e anche per la lingua italiana – al momento, sotto questo aspetto, Ambi Climate 2 non si può guadagnare più di una sufficienza risicata.

Ambi Climate 2 recensione: le nostre conclusioni

Ambi Climate 2 è un dispositivo particolare, che come molti altri per il clima, rende smart ciò che non lo è, in questo caso un vecchio-nuovo climatizzatore. Non si può dire che il risultato non venga raggiunto, e nonostante qualche mancanza (al momento, fine 2018) sul fronte delle piattaforme domotiche, tutto il resto funziona veramente bene. Forse l'app poteva essere disegnata diversamente, ma non è di per sé un aspetto negativo, ed una volta capito il funzionamento, risulta anche abbastanza immediata. Chi vorrà, avrà a disposizione tanti dati, grafici e statistiche sull'uso del climatizzatore, ma se la cosa non è di particolare interesse, può essere benissimo ignorata. La compatibilità con il vostro climatizzatore non dovrebbe essere un problema, ma in caso di dubbi è sempre possibile contattare l'ottimo servizio clienti di Ambi Labs, così da verificare la cosa prima dell'acquisto. Il prezzo di listino di 149€ è abbastanza in linea con i prodotti concorrenti, ma purtroppo non esistono pacchetti per acquistare più Ambi Climate a prezzo scontato. Questo è un punto da considerare per l'azienda, poiché se si vogliono rendere smart due splitter posizionati in stanze diverse, è necessario acquistare due Ambi Climate 2 a prezzo pieno, al netto di qualche offerta. Un prodotto che comunque funziona, e che certamente può essere ampiamente promosso.

Pro
Bello, piccolo e discreto
L’intelligenza artificiale funziona bene
Si può usare con più account, e lui si adatta
È presente il supporto al geofencing
Tante statistiche per i più nerd
Un servizio clienti proattivo
Contro
Manca un completo supporto alle piattaforme domotiche (a fine 2018, nonostante IFTTT)
L’interfaccia dell’app all’inizio può spiazzare
Per automatizzare due climatizzatori si spende il doppio, per tre il triplo…
valutazione finale7.9

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