Vai a Tecnologia
Vai a Videogiochi
Vai a Fotografia
Vai a Casa

Acer Spin 7: il convertibile che riesce a convincere a pieno

di Andrea Ricciaggiornato il 10 dicembre 2016

I convertibili sono quella categoria di computer che ultimamente si è molto affermata grazie alla sua incredibile versatilità. Per certi versi, li preferisco ai 2-in-1 (prodotti dove la parte display si separa da quella tastiera) proprio perché tutto rimane collegato e posso sfruttare un notebook come fosse un tablet, e in mille altri modi. Per questi prodotti, sono importanti fattori che talvolta vanno in secondo piano, dalla qualità costruttiva al peso: ecco perché Acer Spin 7 punta su entrambi questi fattori e riesce a cogliere l’obiettivo.

Quest’ultima proposta di Acer, vista per la prima volta a IFA 2016, è un convertibile che punta sulla portabilità, sulle prestazioni e la facilità d’uso. Ho avuto modo di provarlo per diversi giorni in modo tale da usarlo al posto del mio principale portatile e capirne quindi le potenzialità, ma anche pregi e difetti. Scopriamo quindi tutti gli aspetti di Acer Spin 7 in questa recensione.

Acer Spin 7 in 60 secondi

Scheda tecnica

Design: leggero e sottile

I convertibili, lo ricordiamo, permettono solitamente di far ruotare il display intorno alle sue cerniere a 360 gradi, trasformando un normale notebook in un effettivo tablet. Nel mezzo però ci sono combinazioni di posizioni differenti: ad esempio, la famosa configurazione “a tenda” permette di tenere lo schermo davanti a noi senza però vedere la tastiera, inclinandolo magari per favorire la visione e facendo uscire bene il sonoro. Nel quotidiano, l’esperienza d’uso viene quindi molto condizionata dal peso e dallo spessore della macchina: nessuno trasformerebbe il proprio notebook in tablet se esso fosse spesso tre centimetri e pesante oltre due chilogrammi.

Qui invece si parla di numeri da record: 11 millimetri di spessore e meno di 1,2 Kg di peso. Questo significa che la portabilità diventa un aspetto fondamentale e che l’uso da convertibile viene incentivato e non è messo lì per fare marketing. La costruzione in metallo è solida e curata, e aprendo il PC si nota subito un altro aspetto importante: il display da 14 pollici è inserito in un layout tipicamente assimilabile ai 13 pollici, cosa che si traduce in dimensioni generali più contenute che, ancora una volta, spingono all’uso da tablet. Non è un aspetto estremizzato come su Dell XPS 13 e il suo Infinity Display, ma almeno non ci sono bordi esagerati che aumentano senza senso le misure generali.

Sul fianco destro troviamo le poche porte disponibili. C’è il jack audio per le cuffie e due USB Type-C, di cui una per la ricarica. Niente USB tradizionali, niente HDMI, niente slot SD: per tutte queste cose dovrete dotarvi di adattatori, dongle e cavi diversi, sennò non riuscirete nemmeno a collegare un mouse. Così va il mondo della tecnologia ultimamente, e bisognerà purtroppo abituarsi. Sull’altro fianco invece c’è il bilanciere per il volume e il tasto di accensione\spegnimento, che si ritrovano facilmente anche nelle varie modalità d’uso diverse da quelle notebook.

Sotto il display invece troviamo tastiera e touchpad. La prima ha delle dimensioni importanti, con tasti ben spaziati e separati, peccato però che la corsa dei pulsanti non sia eccellente e quindi il feedback di scrittura poteva essere più curato. Il touchpad è letteralmente enorme: ha una diagonale di 15 centimetri e supporta tutte le gesture di Windows 10 senza fatica. Si fa utilizzare bene ma talvolta le sue misure non aiutano, dato che rischierete di toccarlo inavvertitamente col polso durante la digitazione. Nel complesso però i vari elementi sono bilanciati e funzionano bene, segno che Acer ha lavorato con più cura rispetto al passato.

Display: senza spingersi troppo

Lo schermo montato su Acer Spin 7 è un’unità da 14 pollici con risoluzione Full HD (1920 x 1080 pixel). È l’unica configurazione che troverete sul mercato dato che non sono stati previsti modelli con schermi più risoluti. Entrare nel 2017 con un display Full HD non è forse la scelta più coraggiosa: avrei preferito trovare magari qualcosa di più spinto dato il trend attuale di puntare molto sulla risoluzione. Però, lo schermo in sé è di buona fattura: la luminosità è ben bilanciata, i colori sono calibrati e soprattutto gli angoli di visuale sono molto ampi, un aspetto importante essendo un convertibile.

La scelta del Full HD ha ovvie ricadute sui consumi, più bassi rispetto alla controparte QHD o superiore (figuriamoci il 4K, che va comunque ammesso che ha ancora qualche problemi su Windows per via dello scaling). È supportato il multitouch per permettere l’uso da tablet senza fatica e come dicevo prima, il display ha ricevuto un buon lavoro di ottimizzazione delle cornici che consente di non avere enormi bordi a destra e sinistra. Lato software, Windows permette di scegliere profili colori come più si desiderano, ma siamo in attesa dell’aggiornamento che porterà un filtro luce blu nativo. Nel complesso è un buon display: è magari adatto per l’uso lavorativo in genere e per film e video, ma per chi fa grafica o disegno sarebbe stata auspicabile una soluzione diversa (magari con digitalizzatore, che lo avrebbe reso un prodotto ancora più vincente).

Prestazioni: un mix convincente

Finalmente metto le mani su un notebook dotato di processori Intel di nuova generazione. Mi riferisco ovviamente ai Intel Kaby Lake, che promettono (come ogni anno) prestazioni migliori con consumi inferiori rispetto alle CPU della generazione precedente. I Kaby Lake hanno visto un cambiamento di nomenclatura per quanto riguarda la gamma low-energy m5 ed m7, che guadagnano il nome dei fratelli maggiori i5 e i7 – senza cambiare però la propria natura. Infatti Acer Spin 7 (almeno lo fa il nostro sample di pre-produzione) identifica questo nuovo i7 come un m7-7y75, cosa che permette di capire che il salto effettivo è meno importante di quello dichiarato.

Rispetto al 2015 troviamo sempre due core operanti stavolta a 1,3 GHz, e la grande novità sta nella decodifica nativa del formato H265 a 10 bit, che potrà interessare chi lavora con i video e la loro distribuzione – ma tocca un po’ poco l’utente medio. A livello prestazionale puro, siamo molto vicino a quello che prodotti lanciati 12 mesi fa riuscivano a fare, con uno scarto minimo sempre a favore della soluzione Kaby Lake. Ci sono poi 8 GB di memoria RAM e 256 GB di SSD, ma nessuna possibilità di espandere la memoria dall’esterno (l’assenza del comodo slot SD si fa sentire, almeno per il mio workflow). La dotazione è quindi piuttosto standard e purtroppo non sono attualmente in vendita varianti più spinte (niente 16 GB di RAM né SSD più capienti, due caratteristiche molto richieste dagli utenti).

Nel quotidiano tutto questo si traduce in prestazioni medie più che accettabili: Acer Spin 7 riesce ad affrontare qualsiasi carico di lavoro senza fatica, eccezion forse fatta per il video-editing più spinto e ovviamente per i giochi. Il chip grafico integrato infatti (l’Intel HD Graphics 615) è piuttosto lento e non dà supporto concreto alle attività che necessitano della GPU. La memoria LPDDR3 ha valori nella media, mentre l’SSD sarebbe potuto essere più scattante se fosse stato basato su piattaforma PCI-Express e non SATA (in lettura si ferma intorno ai 500 MB/s).

Tra i vantaggi della nuova piattaforma però troviamo un TDP di soli 4,5 W e soprattutto una costruzione completamente fanless. Questo significa rumorosità inesistente e temperature sotto controllo: quando sotto carico la macchina entra in throttling e il calore si concentra soltanto nella zona del processore (cioè sopra la tastiera, quindi non dà fastidio all’utente), senza mai toccare oltre i 65° per core. Acer Spin 7 è quindi una macchina da lavoro versatile e adatta ad quasi ogni utente, a patto però di evitare di metterla pesantemente sotto torchio per non metterla in difficoltà.

Esperienza d’uso: tutto nella norma

Nell’uso quotidiano, Acer Spin 7 vince principalmente per il suo form factor. Un computer leggero e sottile è sempre apprezzabile per chi si porta dietro il PC in una borsa o in uno zaino: gli studenti ad esempio apprezzeranno il meno carico sulle proprie spalle tutti i giorni. Il fatto di essere convertibile permette poi di passare dalla scrivania al divano senza cambiare dispositivo: che si voglia scrivere un documento o semplicemente scorrere la timeline di Facebook, basterà girare lo schermo nella posizione più comoda ed ecco che i tablet, ad esempio, diventeranno inutili.

Il mio carico di lavoro piuttosto intenso non ha avuto particolari impedimenti con l’uso di Acer Spin 7: ho riscontrato soltanto difficoltà con gli accessori fisici, non avendo adattatori utili per connettere banalmente il mio mouse con filo. Nella confezione di vendita però dovrebbero essere presenti un paio di dongle utili per sfruttare fin da subito le nostre periferiche, che però erano assenti nel mio packaging essendo un sample per la stampa. Per quanto riguarda Windows 10, c’è qualche applicazione che si può tranquillamente eliminare e che considero bloatware, ma per il resto è una esperienza piuttosto pulita.

Questo prodotto ha delle accortezze particolari che mostrano una certa cura nella costruzione e nel ragionamento dietro di esso: ad esempio, sono presenti dei magneti nello chassis che permettono di tenere ben salde la parte tastiera a quella display, facilitando ancora una volta l’uso da tablet. Spesso prodotti analoghi mostrano un gap fra le due parti, antiestetico e poco funzionale, mentre qui i due pezzi sono ben fermi e saldi. Anche la multimedialità guadagna punti grazie al comparto sonoro: è molto valido, con un suono pulito e un volume elevato, una cosa che non mi sarei aspettato da un PC così sottile. La fruizione di film e video diventa quindi piacevole, unendolo poi a ciò che offre il display.

Batteria: nella media della categoria

All’interno di Acer Spin 7 c’è un modulo batteria da 42 Wh, che come rivelano le foto di chi ha smontato questo prodotto, è molto largo ma sottile, andando proprio incontro alle necessità dimensionali di questo prodotto. Acer non promette durate da record: l’azienda infatti ci parla di circa 8 ore di uso, che nel mondo reale vanno lette come circa 6 – un 20% di quello che dice la casa va sempre tolto, perché è un numero derivante da test che non considerano l’uso reale di una persona, fatto di mille variabili.

Quel 6 ore è un dato piuttosto realistico per un uso tradizionale, fatto di navigazione web, qualche programma aperto, moduli di connettività accesi e luminosità media: insomma, un uso normale e abbastanza vicino a quello di tanti utenti. Non è un record ma francamente mi sarei aspettato anche di peggio dato lo spessore del PC. Quando si passa ad un uso più intenso qui si trova qualche limite: le ore diventano circa 3 (magari facendo video editing o rendering), un valore poco accettabile se si è lontani dal caricatore. Questa situazione sottolinea ancora una volta che per il lavoro spinto, dovreste puntare su soluzioni meno versatili ma più capaci.

Per la ricarica ci possiamo affidare al caricatore presente in dotazione, un normalissimo power brick con porta USB Type-C. In circa due ore riusciamo a riportare la batteria al 100%, un tempo piuttosto in linea con altri prodotti. La ricarica però si può fare con una sola delle due porte presenti sulla macchina (quella più vicina al display) e non da entrambe. In definitiva, sono dati validi e accettabili soprattutto considerando il mix di form factor e prestazioni.

Acer Spin 7: le nostre conclusioni

Insomma, è chiaro che Acer Spin 7 non è un prodotto perfetto, ma allo stesso tempo è un grosso passo in avanti per la categoria dei convertibili. Essa infatti ha adesso un metro di paragone più importante rispetto al passato, dato che le aziende dovranno per forza confrontarsi con ciò che ha fatto Acer in questo settore. Certamente la concorrenza non sta lì a guardare (pensiamo alla gamma YOGA di Lenovo, che è la casa che ha alla fine inventato questa categoria di prodotti) e quindi ne vedremo sicuramente delle belle nei prossimi mesi.

Acer Spin 7 vince quindi per la sua portabilità, per le ottime prestazioni, per la durata della batteria e per la cura costruttiva. Perde un po’ per la dotazione di porte davvero risicata e forse perché poteva azzardare di più in qualche settore, ma in generale ci troviamo davanti ad una macchina bilanciata e soprattutto adatta a qualsiasi utente. Forse una nota stonata è rappresentata dal prezzo: si parte da 1300€ e si sale anche a 1600€ per le configurazioni migliori  su Amazon, cifre non proprio popolari che permettono pur sempre di acquistare tantissimi altri prodotti validi.

Video recensione