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Acer Spin 5 Pro 2018 recensione: un convertibile solido e PrEStANTE

Acer Spin 5 Pro 2018 recensione: un convertibile solido e PrEStANTE

L’ Acer Spin 5 Pro 2018 offre delle prestazioni interessanti e tutto sommato rispecchia l’anima di un prodotto “pro”, anche se il peso lo limita un po’ / Ultima modifica il

L’Acer Spin 5 Pro 2018 è un convertibile da 13 pollici con l’anima di un Ultrabook e il corpo di un notebook tradizionale. Sì, perché le componenti hardware di tutto rispetto, che includono i7, 16 GB di RAM e un disco SSD da 512 GB, sono rinchiuse all’interno di uno chassis che poteva essere più leggero. Dunque, l’Acer Spin 5 Pro non sembra volersi posizionare in cima alla lista di quei portatili che combinano la flessibilità di un convertibile con l’ottima portabilità di un notebook che quando è in borsa quasi non si sente. Questo significa che abbiamo davanti un prodotto da sconsigliare anche negli altri scenari? Assolutamente no: scoprite nella nostra recensione i punti di forza di questo Spin (primo fra tutti l’ottima qualità costruttiva) e se complessivamente riusciranno a prevalere sulle debolezze mostrate dal notebook.

Costruzione e design: ottimi materiali costruuttivi e assemblaggio, peso sopra la media

Acer Spin 5 Pro 2018 arriva in una confezione che, oltre al notebook vero e proprio, non include molto altro: manualistica, garanzia, la stylus pen e un piccolo caricabatterie da 19V – 2,37A, che pesa soltanto 110 grammi.

Appena preso in mano il portatile ci si accorge che, per essere un 13 pollici, non è proprio leggerissimo. 1,6 chili non rendono certo l’Acer Spin 5 Pro impossibile da trasportare in una tracolla o in uno zaino, ma a nostro parere si poteva fare di meglio. Se questo notebook non brilla per leggerezza, sono i materiali e la qualità costruttiva ad essere degni di nota. Abbiamo uno chassis realizzato interamente in alluminio. Il coperchio è decorato con una trama a righe incrociate che ricorda quella di un tessuto, ma al tatto si presenta perfettamente liscio (e attira qualche impronta). Per quanto riguarda l’interno, l’area intorno a tastiera e i poggiapolsi ha una finitura opaca: ottima in questo caso la capacità di non attrarre antiestetiche ditate.

Ai bordi e intorno al touchpad troviamo delle finiture lucide che impreziosiscono ulteriormente il notebook. Se esercitiamo un po’ di pressione, constatiamo che le aree dove spesso capita di registrare qualche flessione si mantengono rigide: il coperchio del portatile, le aree intorno e in corrispondenza della tastiera, la base. Tutto restituisce un’impressione di grande solidità e qualità costruttiva. Anche le cerniere, che consentono allo schermo di ruotare di 360 gradi all’indietro, sembrano resistenti, pur non assicurando la completa stabilità dello schermo (approfondiremo questo aspetto nel capitolo dedicato al display). Un’ultima caratteristica del design dell’Acer Spin 5 Pro 2018 è forse uno degli elementi che meno ci ha convinti di questo PC: le cornici che circondano lo schermo sono un po’ spesse e contribuiscono a far lievitare le dimensioni complessive del notebook (32,4 cm di larghezza, 22,6 di lunghezza, poco meno di 1,6 cm di spessore), oltre che il peso.

Periferiche: tastiera comoda e una stylus che funziona bene.

L’Acer Spin 5 Pro è dotato di una tastiera compatta; c’è la retroilluminazione, ma ha un solo livello. I tasti sono ad isola, ben distanziati tra di loro, caratterizzati da dimensioni generose e da una corsa soddisfacente. Anche chi ha le dita grosse dovrebbe riuscire a scrivere agevolmente, senza rischiare di premerne due per errore. Gli unici tasti dalla grandezza ridotta sono le frecce direzionali, a cui sono stati accostati anche i tasti Pag, il tutto a vantaggio di un tasto Shift più grande dello standard. Nell’insieme la tastiera risulta solida, i singoli tasti non ballano e restituiscono un feedback deciso, con un bel clic definito ma non invadente.

Il touchpad non ci ha convinti allo stesso modo. Ha delle buone dimensioni, che raggiunge anche grazie all’assenza di tasti fisici visibili. Ne ha comunque uno sotto il pad: premendo sentiremo un clic, ma il feedback sotto le dita non è piacevole. Non è presente uno strato in vetro a ricoprire la superficie del touchpad, che si presenta leggermente incassato rispetto al resto della scocca. La scorrevolezza è buona, anche con le dita un po’ sudate si riesce ad usare bene. Nel corso di questo periodo di prova abbiamo però registrato qualche incertezza e ritardo nella trasmissione degli input, soprattutto quando ci si inizia ad avvicinare ai bordi e al lettore di impronte digitali (che si trova nell’angolo in alto a sinistra). Ad ogni modo si tratta di mancanze occasionali, e non ci sentiamo di inserire questa tra le principali debolezze dell’Acer Spin 5 Pro 2018.

Come abbiamo accennato, all’interno della confezione dello Spin 5 Pro è inclusa una Active Stylus (funziona con una batteria mini stilo), che supporta più livelli di pressione. La penna è realizzata in metallo ed è dotata di due pulsanti fisici, il primo equivale al tasto destro del mouse, il secondo serve ad attivare la modalità gomma. In generale possiamo dire che l’impressione sulla stylus è positiva: la penna scivola bene sullo schermo lucido, il ritardo nella trasmissione è minimo e non risulta fastidioso neanche se si scrive rapidamente, come quando si prendono appunti. Nel corso della nostra prova non si sono mai verificate incertezze nel collegamento; buona anche la distanza massima che si può tenere staccando la punta dal display, pur mantenendo il collegamento (modalità hover).

Infine, una rapida occhiata al comparto audio ci lascia piacevolmente sorpresi dagli speaker. Il suono è nitido e anche alzando il volume al massimo (che è abbastanza alto, perfettamente adeguato se dovete usarlo in una stanza) non si verificano distorsioni. Il posizionamento degli speaker permette di mantenere un minimo di direzionalità verso l’utente anche nelle modalità tablet e tenda; ovviamente il miglior risultato, caratterizzato da una maggiore tridimensionalità del suono, rimarrà quello con il notebook in posizione tradizionale.

Porte

L’Acer Spin 5 Pro è dotato di 2 porte USB 3.0 (una delle quali permette la ricarica di dispositivi esterni anche a notebook spento), posizionate sul lato sinistro del case, insieme ad una USB 3.1 Type-C, che può fungere da Display Port, ma non può essere utilizzata per ricaricare il notebook. Sempre su questo lato troviamo infatti, oltre alla HDMI full size, l’ingresso per l’alimentazione. A destra invece ci sono una USB 2.0, lettore di schede SD, jack audio da 3,5 mm per le cuffie e Kensington lock. Sono presenti inoltre il tasto fisico per l’accensione e quello per la regolazione del volume. Abbiamo trovato particolarmente comodo quest’ultimo nel corso della nostra prova, per regolare l’audio quando il portatile si trova in modalità tenda o tablet. Sul fronte e sul retro non sono presenti porte, ma nella parte posteriore troviamo le uscite per gli speaker (che consentono di godere di una buona qualità audio anche quando lo schermo del portatile è ruotato) e le bocchette per la dissipazione del calore. L’aria calda infatti non viene interamente espulsa nella parte inferiore del computer, ma anche dal retro: caratteristica apprezzabile perché permette di riversare il calore anche frontalmente (rispetto alla posizione dell’utente) e non solo in basso, sul piano di lavoro -o sulle gambe di chi sta utilizzando il PC.

Display: nella media, bene l’accoppiata touchscreen/stylus

Il display dell’Acer Spin 5 Pro 2018 è un pannello IPS da 13,3 pollici con risoluzione 1920 x 1080 pixel, ovvero Full HD. Come abbiamo già detto, è circondato da spesse cornici nere che non giocano a favore dell’ingombro complessivo del notebook. L’intero display è ricoperto da uno strato in vetro lucido, che regala un aspetto più raffinato al portatile.

D’altra parte, ci sono un po’ di riflessi, che vengono solo parzialmente compensati dal buon grado di luminosità che lo schermo riesce a raggiungere: l’utilizzo in piena luce, all’aperto o in una stanza molto luminosa, non sarà molto agevole. La qualità del display ci appare soddisfacente: buoni i colori, la luminosità e gli angoli di visione.

Anche dal punto di vista del touchscreen non ci sono delusioni: gli input (il pannello supporta fino a 10 tocchi in contemporanea) vengono recepiti puntualmente ed in modo accurato. C’è però un aspetto che, pur non riguardando il display in prima istanza, ne pregiudica la funzionalità, almeno in parte. Abbiamo già accennato, al momento di parlare della qualità costruttiva del notebook, che la parte superiore del portatile non è del tutto stabile. Premendo con le dita o con la stylus sul display touch mentre il notebook si trova in posizione standard o cavalletto infatti, noteremo un leggero traballare, che rende difficili operazioni di precisione. Se per navigare sui social o guardare qualche video online questo non rappresenterà un problema, per prendere appunti con la digital pen o sfruttarla per fare qualche operazione di fino su Photoshop, abbiamo trovato decisamente più comodo utilizzare il notebook completamente ripiegato in modalità tablet, o aperto a 180 gradi.

Componenti e prestazioni: performance in linea con la dotazione hardware

Abbiamo testato la configurazione top di gamma dell’Acer Spin 5 Pro, che include un processore i7 di ultima generazione (Kaby Lake Refresh), 16 GB di memoria RAM e un disco SSD da 512 GB.

Come tutti gli i7 di ultima generazione (fa eccezione qualche modello della serie Y a consumi ridottissimi), l’i7-8550U è un quad-core con otto thread virtuali. La sua frequenza di clock è di 1,80 GHz (base), ma arriva a toccare i 4,00 GHz grazie al Turbo Boost di Intel. Non siamo ai livelli di performance di un i7-7700HQ della scorsa generazione, ma iniziamo ad avvicinarci, mantenendo però un TDP di 15 W. Questa CPU integra una scheda grafica Intel UHD Graphics 620: dal momento che non è presente una GPU dedicata, sarà questo il chip su cui dovrà fare affidamento l’utente. Ci sono poi 16 GB di RAM DDR4 2400 MHz (due blocchi da 8 GB, che lavorano in dual channel) e un capiente disco SSD da 512 GB.

E qui arriva la nota dolente di una configurazione che, fino a questo momento, si era mantenuta ottima. Invece di un veloce disco NVMe infatti, a bordo dell’Acer Spin 5 Pro c’è un SSD di tipo Sata 3, che nei nostri test ha raggiunto le velocità massime di 523 MB/s in lettura sequenziale e 461 MB/s in scrittura. Un vero peccato se consideriamo che questa è l’unica opzione che offre Acer per questo notebook.

Il comportamento di Acer Spin 5 Pro varia a seconda del profilo energetico selezionato e dell’utilizzo che se ne fa. Per le attività base di ufficio o web browsing, tenendo attivate le opzioni di risparmio energetico, il notebook è silenziosissimo. La ventola non parte praticamente mai: il raffreddamento avviene in modo passivo, con le superfici che si intiepidiscono appena. Il discorso cambia se ci spostiamo su un profilo energetico bilanciato, qualora avessimo bisogno di un po’ di potenza in più per task meno banali: l’impianto di dissipazione del calore si inizia a far sentire, con una ventola che parte spesso al massimo, anche se non si sta facendo nulla di eccessivamente complicato. Non fa un rumore eccessivo, ma ne tengano conto coloro che sono più sensibili a questo aspetto. Spremendo al massimo l’hardware la ventola sarà sempre attiva, mentre le superfici del notebook diventeranno molto calde. In particolare, sentiremo il calore alla base (non è gradevole da tenere sulle gambe, perlomeno in estate), nella zona al di sopra della tastiera, ma anche sulla tastiera stessa, che finisce per intiepidirsi. Meglio la zona dei poggiapolsi: in questo caso a scaldarsi sarà solo un po’ la parte sinistra della scocca.

Usi consigliati

Abbiamo fatto una dettagliata analisi dell’hardware che si trova sotto la scocca dell’Acer Spin 5 Pro. Ma sappiamo che nella pratica molti di voi potrebbero chiedersi “Sì, ma cosa posso farci con questo computer?”. Vediamo dunque quali sono gli usi consigliati per un notebook con una configurazione di questo tipo. Lo Spin arriva con sistema operativo Windows 10 Pro, e un sacco di bloatware -che consigliamo di rimuovere per alleggerire il sistema. Task basilari come utilizzo della Suite Office, visione di film e serie TV, navigazione sul web e gestione della posta elettronica sono scontati. Certo, grazie alla RAM da 16 GB potrete aspettarvi una discreta fluidità anche con molte schede del browser aperte, ma diciamocelo: un portatile del genere per un uso basic è un po’ sovradimensionato. La presenza della stylus pen potrebbe attirare tutta quella fetta di utenza “creativa”, interessata alla possibilità di usare questo dispositivo con i programmi di grafica della Suite Adobe. Se non si punta ad un livello altissimo la supposizione è giusta: come abbiamo detto il pennino funziona bene e, anche se l’esperienza non è paragonabile a quella che offre una tavoletta grafica professionale, c’è ampio margine per divertirsi. L’hardware del computer non avrà problemi a confrontarsi con Photoshop o Lightroom – l’ottimo processore dovrebbe sopperire all’assenza di una scheda grafica dedicata.

Discorso analogo anche per gli studenti che vorrebbero utilizzare il notebook per prendere appunti: la stylus riuscirà a starvi dietro anche se scrivete velocemente. Nessuna difficoltà per programmatori e sviluppatori web, che anzi apprezzeranno lo schermo Full HD, la tastiera comoda e la possibilità di connettere un secondo monitor tramite la USB-C. Dove si incontrano i limiti di questa configurazione? È l’assenza di una GPU dedicata a segnare i confini entro i quali possiamo essere sicuri che non ci troveremo in difficoltà. Se già operazioni come rendering video iniziano a prendere troppo tempo (specialmente se i file sono di grosse dimensioni) e a far surriscaldare l’hardware del PC, sono tutti quei software che richiedono di confrontarsi con oggetti tridimensionali che richiederanno la scelta di un notebook dalle specifiche tecniche molto diverse da questo Acer Spin. Inoltre la tendenza del processore ad andare in throttling con un utilizzo intenso e prolungato (non si arriverà mai a toccare i 4,00 GHz di frequenza massima, raggiungendo al massimo i 3,70 GHz, non continuativi), ce lo fa sconsigliare a chi cerca una macchina da mettere costantemente alla prova con task complessi.

Batteria: si arriva a fine giornata senza problemi

Le dimensioni del case di Acer Spin 5 Pro 2018 hanno permesso al produttore di inserire una batteria da 3 celle (4670 mAh / 54 Wh), che ha dimostrato di poterci portare al termine di una giornata lavorativa standard, a patto di non stressare troppo il computer. Abbiamo testato l’autonomia dello Spin in 3 profili d’uso:

  • Web browsing/office: il notebook è stato utilizzato per navigare sul web (massimo 5-6 schede aperte contemporaneamente, qualche video su YouTube), scrivere su Word, controllare la posta. La luminosità dello schermo è stata impostata su 40%, la retroilluminazione della tastiera attiva, ed è stato selezionato un profilo di risparmio energetico. Il computer si è ibernato dopo 8 ore e 9 minuti.
  • Multimedia: il portatile è stato utilizzato per guardare un film, con luminosità settata su livello medio/alto e profilo energetico bilanciato. Lo Spin ha interrotto la riproduzione dopo 7 ore e 16 minuti.
  • Max performance: abbiamo utilizzato il notebook per alcuni benchmark che simulano un utilizzo intenso. Il portatile si è spento dopo 2 ore e 46 minuti.

Acer Spin 5 Pro 2018 recensione: le nostre conclusioni

Il prezzo di listino dell’Acer Spin 5 Pro 2018 sfiora i 1500 euro, ma lo si può trovare in diversi eCommerce ad un costo inferiore, che si aggira tra i 1200 e i 1300 euro. Ci sentiamo di consigliarlo? Tra i pregi spiccano senz’altro l’ottima qualità costruttiva e lo chassis interamente in alluminio. La combinazione i7 Kaby Lake R + 16 GB di RAM, unita al capiente disco SSD, farà sì che lo Spin se la cavi bene con la stragrande maggioranza degli utilizzi. Se non avete bisogno di prestazioni particolari, vi consigliamo di tenere presente anche la configurazione mid-level di questo portatile, che include un processore i5-8250U e 8 GB di RAM, venduta ad un prezzo inferiore. Uno dei principali punti di debolezza dell’Acer Spin 5 Pro è il disco SSD solo SATA, molto meno veloce rispetto agli NVMe che ormai iniziano ad essere frequenti in questa fascia di prezzo. Gli altri contro li abbiamo riscontrati tutti a livello di design: le cornici che circondano il display sono un po' spesse e fanno crescere il peso (1,6 kg), non proprio banale per un 13 pollici. Ma se questi aspetti esteriori non rappresentano un elemento fondamentale ai fini della vostra scelta, non ci sono motivi per sconsigliare questo notebook convertibile professionale.

Pro
Ottima qualità costruttiva e materiali
Tastiera comoda
Buona resa sonora tenendo il notebook in qualsiasi posizione
La stylus funziona bene
Capienza dell’SSD
Contro
Peso sopra la media
Cornici troppo spesse
Lo schermo non è stabile se si usa il touchscreen
SSD di tipo Sata
valutazione finale6