Vai a Tecnologia
Vai a Videogiochi
Vai a Fotografia
Vai a Casa

Acer Predator Helios 300 recensione: un notebook gaming potente ma equilibrato

di Andrea Ricciaggiornato il 9 aprile 2018

Quello dei notebook da gaming è un trend che non accenna a fermarsi, e i produttori ne sono ben contenti. Questi prodotti permettono infatti di sperimentare e giocare con le schede tecniche, senza dover inseguire per forza un form factor più sottile, display sempre più risoluti o batterie infinite. Acer Predator Helios 300 è proprio questo: un notebook gaming versatile ma estremamente equilibrato, che ci fa giocare sul serio (e non sulla carta) e senza particolari compromessi.

Mentre i primi portatili da gioco erano un insieme di idee interessanti spesso realizzate male (dimensioni esagerate, temperature sopra ogni limite, prestazioni alla fin fine scadenti), finalmente troviamo una nuova generazione di notebook pensati seriamente per il gaming in mobilità, in un corpo relaticamente compatto e con temperature e rumorosità sotto controllo. Scopriamo quindi come se la cava questo portatile nella recensione di Acer Predator Helios 300.

Scheda tecnica

Design: tamarro al punto giusto

Da buon notebook gaming, anche Acer Predator Helios 300 si fa riconoscere. La scocca squadrata e irregolare ricalca infatti la sagoma di tanti altri notebook dedicati al gioco, e anche la combinazione di colori – nero e rosso – sono ormai tipici di questi prodotti. Dimensioni e peso sono importanti: non è una sottiletta e soprattutto pesa circa 2,7 Kg, ai quali vanno aggiungi anche i grammi dell’alimentatore che non sono pochi, portando il totale a oltre 3 Kg. Ma è un portatile da gioco, non ci si poteva aspettare diversamente.

La costruzione in metallo è solida, e anche la cerniera reagisce bene ai movimenti. Tende a trattenere un po’ le impronte, ma nulla che un panno non riesca a risolvere in un secondo. Interessante la dotazione di porte: il fianco destro è il lato dove collegherete alimentatore, cuffie e mouse e tastiera esterna, mentre il fianco sinistro è più pensato per espandere le capacità del notebook. Si trova infatti la Ethernet, una USB Type-C 3.1, la HDMI per i monitor esterni, una USB 3.0 e lo slot SD full-size. La dotazione è ricca, e permette ad Acer Predator Helios 300 di essere qualcosa di più di un notebook gaming.

Aprendo il PC noteremo l’ampio display – dotato però anche di ampie cornici. Sotto di esso, la tastiera retroilluminata di rosso si fa usare molto bene, dato l’ampio spazio a sua disposizione e alla buona corsa dei tasti. I pulsanti WASD sono messi in evidenza, con un bel rosso acceso per farceli distinguere più velocemente nelle sessioni di gaming più accese. Valido anche il trackpad: sebbene non sia rivestito in vetro, ha misure abbondanti ed è scorrevole, riuscendo a riconoscere tutte le varie gesture di Windows.

Acer Predator Helios 300 non vince forse in portabilità, ma la sua costruzione è solida, la dotazione di porte convincente e ha un look&feel da gaming, come praticamente “impone” la categoria. È interessante anche notare come la parte inferiore permetta, smontando poche viti, di accedere ai componenti interni, per effettuare manutenzione oppure per sostituirli e migliorare le capacità del notebook nel tempo.

Display: l’aspetto migliorabile

Lo schermo da 15,6 pollici di Acer Predator Helios 300 non è sicuramente l’aspetto più memorabile di questo prodotto, ma fa il suo dovere. Nel gaming infatti risulta essere piuttosto bilanciato, ma perde un po’ nell’uso quotidiano, dove l’unità IPS con risoluzione Full HD appare un po’ blanda. Come spesso accade per i notebook da gaming, anche questo display tende ad avere una riproduzione dei colori poco interessante, ma si riprende un po’ con luminosità generale e contrasti – sebbene l’uso all’aperto sia davvero difficile.

L’immagine tende quindi ad essere un po’ piatta, ma fortunatamente gli angoli di visuale non vanno ad impattare eccessivamente sulla qualità visiva. Un altro “difetto” dello schermo è anche il suo essere così tradizionale: altri notebook da gioco mirano a risoluzioni più elevate, refresh rate maggiori o comunque su un aspetto di punta per richiamare l’attenzione dei gamer. Qui il pannello è invece più tradizionale, ma per chi vuole giocare senza fronzoli forse è la scelta migliore. Apprezzabile infine la scelta della finitura opaca, per evitare distrazioni dei riflessi durante l’uso.

Prestazioni: gaming senza pensieri

La scheda tecnica di Acer Predator Helios 300 si fa ben rispettare. All’interno troviamo una CPU Intel i7-7700HQ – un quad-core a 3,80 GHz di frequenza di punta – accompagnato da 16 GB di memoria RAM DDR4, una GPU NVIDIA GTX 1060 con 6 GB di VRAM dedicata e una combinazione di storage pensato per avere prestazioni e capacità: c’è sia un SSD da 128 GB (con velocità SATA 3, niente NVME) che un HDD tradizionale meccanico da 1 TB che gira a 5400 rpm.

Ci sono le prestazioni per tutto. Sebbene la natura di questo prodotto sia il gioco, è tranquillamente possibile mettere da parte il joypad e dedicarsi ad attività lavorative anche impegnative senza alcun tipo di difficolta. Il processore è una bestia: parliamo di uno dei top gamma della linea Kaby Lake, che ancora non trova un sostituto nella nuova generazione dei Refresh. Il quantitativo di RAM è importante e può essere addirittura portato a 32 GB, magari quando le memorie costeranno un po’ meno. La scheda video è la star della situazione: una potente GTX 1060, perfettamente calibrata per la risoluzione del display.

Essa permette di giocare ai massimi livelli di dettaglio in praticamente tutti i titoli, sebbene sia consigliato non spingersi troppo oltre per non sovraccaricare la macchina. Per il 1080p è comunque la scheda più equilibrata, dato che consente di giocare senza fatica ma anche di supportare applicazioni di editing video o di calcolo con la forza bruta dei numerosi CUDA cores. Giochi come Trine 2 girano perfettamente a qualità massima e con un framerate stabilissimo, mentre il frenetico Titanfall 2 mantiene i 60 fps anche a dettagli quasi al massimo, cosa che permette di avere una esperienza visiva non indifferente.

Rimane interessante, in tutto questo, la dissipazione del calore. Le temperature rimangono tendenzialmente sotto controllo: si toccano velocemente gli 85-90°, ma queste cifre non sono preoccupanti. La ventola si percepisce senza problemi, ma è apprezzabile che durante i carichi di lavoro più blandi essa sia inaudibile, girando molto lentamente ma continuando a spostare calore. La tastiera rimane fredda, mentre la parte inferiore tenderà a diventare ben più calda in pochi minuti. Tutto comunque nella norma. Dietro questa scocca si nasconde quindi una costruzione solida e ben fatta, che fanno di Acer Predator Helios 300 un notebook gaming affidabile e veloce.

Esperienza d’uso: nessun compromesso

Nel quotidiano, Acer Predator Helios 300 si fa usare molto bene. Complice l’hardware prestante e un “pacchetto” completo, non ho notato particolari problemi né difetti che potessero inficiare l’uso. Forse dove non è un campione è la velocità di alcuni momenti: l’SSD non è poi così brillante, e ospita Windows 10 purtroppo sporcato di qualche app preinstallata di troppo. Un bel formattone con installazione pulita di Windows permetterà di tirare fuori il massimo delle prestazioni anche in fase di boot e di apertura di app e giochi.

È particolare anche la compatibilità con la realtà virtuale: grazie al supporto della veloce GPU, questo notebook è VR-ready, cosa che gli consente di far girare senza troppa fatica i visori attualmente in commercio. L’esperienza d’uso con i notebook non è però sempre perfetta, data l’enorme potenza di calcolo richiesta per alimentare questi headset per l’immersione nel gioco. Acer Predator Helios 300 è quindi un notebook gaming che vince in completezza, ma risulta talvolta imperfetto per un uso più blando.

Infatti, vado ancora una volta a sottolineare la qualità del display non particolarmente brillante, che unita a due speaker poco incisivi rendono poco interessanti la fruizione di video e soprattutto film su questo notebook. La combinazione di questi due elementi fa perdere qualche punto anche al gaming, dove però rimane obbligatorio dotarsi di un buon paio di cuffie più che altro per non farsi distrarre dal rumore della ventola sotto carico.

Batteria: nella media della categoria

L’autonomia offerta da Acer Predator Helios 300 è in linea con quella di prodotti nella stessa categoria. Si parla di una durata media che però richiede di spostarsi con il caricatore in borsa. Solo un utilizzo blando (navigazione web e video) consentirà di stare sulle 5-6 ore di uso continuativo, mantenendo la luminosità ad un valore intermedio e senza troppe app aperte in sottofondo. Attività più impegnative dimezzeranno facilmente l’autonomia, portandola ad un più realistico 2-3 ore di uso.

Il gaming invece è praticamente impossibile da fare senza collegarci alla presa a muro. Infatti, per giocare a lungo e soprattutto con le massime prestazioni diventa obbligatorio usare l’alimentatore, perché la batteria al massimo durerà un’oretta (scarsa) senza poter offrire, per altro, la potenza che serve al processore. Nota negativa ma scontata va al caricatore: è enorme e pesa ben 700 grammi, e difficilmente potrete uscire di casa senza portarvelo dietro. Tenetene conto per il peso in spalla.

Acer Predator Helios 300: le nostre conclusioni

Acer Predator Helios 300 è, senza dubbio, un device interessante per il gaming in semi-mobilità. Non è un portatile che riuscirete ad usare sul tavolino del treno o da portarsi sempre dietro, ma è un prodotto prestante e che compensa con una scheda tecnica spinta. Penso a chi ha bisogno di un PC affidabile ma che non faccia rimpiangere il proprio fisso, per lavorare e giocare. Penso agli studenti universitari che necessitano di potenza di calcolo in aula per portare a termine progetti, ma che sfruttano poi la stessa velocità a casa per rilassarsi con una partita ad uno degli ultimi videogiochi. Acer Predator Helios 300 permette di fare tutto questo.

Interessante anche il prezzo: la configurazione del mio modello si trova intorno ai 1200-1300€, mentre quella con un SSD più capiente e veloce (capace quindi di far dimenticare uno dei piccoli difetti del prodotto) costa all’incirca 300€ in più, come si può vedere a questa pagina. Difficilmente per queste cifre troverete alternative più prestanti, quindi con questo Helios si va a colpo sicuro. Non sarà perfetto: il display è sotto la media e si potrebbe lavorare sulla sua portabilità, ma per i videogiocatori incalliti può rappresentare una ottima alternativa “spostabile” al proprio PC fisso.