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8Bitdo Zero recensione: il controller (forse) più piccolo del mondo

di Stefano Zocchiaggiornato il 3 novembre 2017

Qualche tempo fa, spinto dalla mia passione per il retrogaming e dal dover passare gran parte delle mie giornate in treno, ho deciso di provare a esplorare il mondo del gioco su cellulare. Ho preso un po’ di conversioni di vari generi a basso prezzo o free to play (tra cui Comix Zone e l’eccellente Thomas Was Alone), e mi sono messo a testare se funzionassero o no. Ci ho smanettato per qualche giorno, ma alla fine l’unica conclusione a cui sono giunto è che, su un touch screen, i giochi pensati per un controller non funzionano.

Non c’è feedback su uno schermo, si copre per forza parte dell’azione e manca il sapere “a tatto” dove si trovano i tasti – un problema enorme soprattutto per quei giochi che richiedono precisione e rapidità. Purtroppo doversi portare dietro un controller è il contrario della comodità, quindi decisi di lasciar perdere. Settimana scorsa, spinto dalla curiosità (e dall’essere in cerca di un telefono nuovo), ho deciso di fare un tentativo e ho cercato su Google “controller Bluetooth più piccolo del mondo”. Ed ecco a voi l’8Bitdo Zero.

Cos’è 8Bitdo Zero

Lo Zero è un controller prodotto dalla 8Bitdo, un’azienda di Hong Kong specializzata nel ricreare i controller delle console degli anni d’oro della Nintendo. Hanno anche una linea di redesign, dove re-immaginano vecchi controller con un approccio moderno, e rendono il tutto compatibile con le nuove console e sistemi operativi. È un approccio decisamente apprezzabile, un tentativo di portare il passato nel futuro con un occhio al design; con lo Zero, l’azienda ha cercato di creare il controller più piccolo sul mercato. Qualcosa di simile era già stato fatto su Kickstarter, con l’iMpulse di Black Power Media (da noi recensito), che oggi risulta però quasi irreperibile.

La 8Bitdo è riuscita nel suo (microscopico) intento? Dalle dimensioni di 7,3 centimetri di lunghezza, 3,5 centimetri di larghezza e 1 centimetro di altezza, lo Zero sembra davvero il più piccolo, riuscendo a sconfiggere l’iMpulse di misura. I tasti, in silicone, seguono lo schema di un controller SNES: un blocco di quattro tasti frontali sulla destra, un D-Pad sulla sinistra e due tasti R ed L sul retro, più Start e Select, con il tasto Start a fungere anche da accensione. Le uniche altre aggiunte sono un’entrata Micro-USB per la ricarica (attenzione, la confezione include un cavo corto ma non un caricatore) e un led per indicare lo stato del controller. Infine, il controller è alimentato da una batteria agli ioni di litio da 180mAh.

Ordinato il controller da un venditore su Amazon, all’arrivo si presenta subito la prima sorpresa: il controller è all’interno di un piccolo blister di plastica, non una scatola, non incollato o sigillato e le cui (brevissime) istruzioni sono stampate sul foglio di sfondo. Apprezzo l’attenzione all’ambiente, ma ammetto che il primo impatto non ispira qualità, e parto un po’ preoccupato.

Design: piccolo ma sorprendente

Tolta la pellicola protettiva, appena preso in mano il controller la prima cosa che si nota è il peso. Lo Zero è leggerissimo, all’incirca 20 grammi misurati a bilancia (il loro sito web indica 50g, stranamente, e non sarà l’unico problema di comunicazione davanti a cui ci troveremo), ma è costruito in maniera sorprendentemente solida e sigillato in un blocco unico. Pare che dalla Nintendo prendano anche la filosofia costruttiva: i materiali sono di qualità per il prezzo, con una plastica lucida e piacevole al tatto per far scivolare meglio le dita tra i tasti, e un retro satinato per garantire una presa migliore. La cura è sorprendente, visto il costo ridotto (tra 10 e 15 euro a seconda del rivenditore) e l’economia del packaging.

I tasti, in silicone, sono gradevoli al tatto e danno un’ottima sensazione alla pressione, con un suono e uno scatto molto soddisfacenti – un dettaglio che la stessa 8Bitdo ci tiene a precisare, e su cui hanno speso parecchio tempo durante il testing. I due tasti dorsali sono molto larghi, coprendo quasi interamente il lato superiore, per poter accomodare mani di dimensioni diverse. La confezione include controller, un corto cavo USB, laccio e foglietto di istruzioni.

Tutto ciò contribuisce all’impressione che alla 8Bitdo sappiano dove tagliare per risparmiare e dove non tagliare per non ridurre la qualità. Devo ammettere che è un gran bell’esempio di design: ho scelto la versione ispirata al Famicom (la versione giapponese del NES), in un colore rosso bordò che presenta le tipiche doppie linee della console. La scelta dei colori – solo rosso e bianco – funziona molto bene, e l’aspetto minimalista si sposa alla perfezione con il suo scopo: essere elegante e funzionale. Il tasto Select ha una rientranza a forma di Pacman che è un piccolo tocco di classe: lo Zero è attraente anche solo come portachiavi, funzione che è già integrata nel design grazie all’aggancio nell’angolo.

L’unico metodo per “comunicare” con il controller è un led posizionato sul lato inferiore, con tre colori a seconda della funzione – blu per il bluetooth, verde per la ricarica, e rosso per segnalare che la batteria si sta per scaricare; non ci sono programmi o app dedicate. Per poter interpretare i led, si può consultare la scheda inclusa nella confezione; purtroppo non riporta tutte le opzioni, e molte delle traduzioni in inglese sono di scarso livello. Fortunatamente per chi di noi non vuole procedere a tentativi, un manuale migliore è disponibile sul sito del produttore a questo indirizzo, assieme a una versione estesa con tutte le funzioni dal sito della FCC.

Occasionalmente il controller si accende quando viene collegato a un caricatore (non incluso), qualcosa da tenere conto per evitare di consumare la batteria. Non che sia un problema: stando alle specifiche fornite da 8Bitdo, la batteria (agli ioni di litio, da 180mAh) ha una durata effettiva di 18 ore di gioco, per una ricarica completa tra una e due ore (da noi verificata). Esaurire la batteria non è un rischio, e quelle rare volte che succede basta una mezzoretta per tornare a livelli più che accettabili.

Lo Zero è utilizzabile anche accoppiandolo a apparecchiature fotografiche per scatti in remoto via Bluetooth, o come controller generico per funzioni come la riproduzione audio; opzioni apprezzabili, ma che chiaramente non sono il motivo principale per cui è stato concepito – e a cui non sembra essere particolarmente adatto, visto che i tasti sembrano essere stati assegnati senza una particolare logica. Vediamo quindi di metterlo alla prova sul campo di battaglia.

La prova del gioco

Android

Android pare essere il sistema operativo principale per il controller, che al tatto è ancora più comodo di quanto pensassi. La scelta è stata di cercare di ridurre le dimensioni fino al limite possibile per essere giocabile, ma non oltre: il D-Pad funziona bene, e provato con la versione Google Play di Sonic The Hedgehog Classic (gioco che richiede una precisione non da poco) se la cava in maniera più che dignitosa. Alla lunga, le dita iniziano comunque a risentirne – ho il sospetto che più siano grosse le mani di chi lo usa più diventi scomodo in fretta, e qui il design può fare ben poco.

Il che non è un problema: lo scopo di questo controller è brevi sessioni di gioco on the go, e da quel punto di vista funziona alla perfezione. Viste le dimensioni e il peso ridotto al minimo, si può trasportare comodamente in tasca senza neanche accorgersi della sua presenza. Il laccio incluso nella confezione è un po’ scomodo da sganciare, e parecchio più lungo di quanto serva se il vostro scopo è tenerlo in un mazzo di chiavi, ma è rimpiazzabile facilmente grazie all’aggancio presente sul controller.

Windows e iOS

Per connettere il controller a device diversi bisogna accenderlo premendo specifiche combinazioni di tasti. È molto versatile: può essere accoppiato in maniera specifica per ogni apparecchio, sfruttando iCade per iOS, oppure in una modalità tastiera Bluetooth che permette configurazioni più personalizzabili. Ho testato il controller su un tablet con Windows 10 e, dopo un paio di tentativi per capire esattamente la combinazione da premere, non ha creato nessun problema con manovrabilità o input lag.

Funziona perfino con PICO-8, una fantasy console (su Windows) pensata per la programmazione semplice e rapida che decisamente pochi conoscono: dal punto di vista della compatibilità, sembra non presentare differenze rispetto a un controller qualunque. Messo alla prova con Rogue Legacy (versione GOG), salta fuori qualche piccolo problema: i giochi pensati per un controller moderno (stile XBox o PlayStation) non sono mappati per bene ai tasti frontali, e bisogna smanettare un po’ nelle opzioni per poterlo rendere giocabile (e, ovviamente, non si hanno a disposizione grilletti e thumbstick). L’8Bitdo Zero è stato chiaramente creato con il retrogaming in testa.

8Bitdo Zero recensione: le nostre conclusioni

Alla fine, dovete chiedervi una cosa: vi farebbe comodo un controller Bluetooth tascabile per giocare al volo? Se la risposta è si, lo Zero è decisamente un’ottima soluzione. Rispetto all’iMpulse è più piccolo e con molte meno funzioni, ma – oltre a un design più elegante – costa anche un terzo del prezzo del rivale; è molto più facile cedere alla tentazione, e prendersi un gadget con cui sperimentare, se costa 10/15€ invece di 40. Bisogna superare le istruzioni poco chiare e metterci un po’ la mano, ma, se siete disponibili a cercare un controller per il gaming da viaggio, siete già persone abituate a risolvere i problemi. Sospetto che lo userò parecchio in futuro.

8Bitdo Zero è disponibile su Amazon a questo indirizzo in due colori, rosso e blu, ispirati a Famicom e Wii rispettivamente.

Prezzo consigliato: € Prezzo: € 22